ROMA – Oggi, in quell’area da 90 mila metri quadri c’è una pineta. Tra qualche anno, nella stessa zona, oltre 50 mila metri quadri potrebbero essere occupati da un maxi centro sportivo, quello della SS Lazio. Succede nel Parco del Labaro, a due passi da Roma, lungo la via Tiberina.
Quella, infatti, secondo quanto scrive La Repubblica è una zona in cui, già nel 2006, ai tempi in cui sindaco della capitale era Walter Veltroni. Allora, infatti, fu proprio la Lazio Volley (parte della polisportiva di Claudio Lotito) a vincere un bando per realizzare nel parco un centro sportivo comunale.
“Il progetto – spiega Repubblica – si chiama “Casa Lazio Bob Lovati” (in ricordo del grande portiere), ed è sul sito dello studio di architettura Bruno Gnozzi, che lo ha redatto. Su un’area di 90 mila metri quadrati, ne saranno occupati 50 mila: un palazzetto dello sport da 1.100 posti per il volley, 3 palestre/fitness, un edificio con servizi amministrativi comprensivo di funzioni di ristoro, spogliatoi per le attività natatorie, un’altra costruzione con due piscine al piano di copertura, in modo da essere utilizzabili indipendentemente dalle stagioni, e infine parcheggi in un’area esterna”.
Secondo il quotidiano, però, il centro Bob Lovati sarebbe una sorta di ariete, un modo per la Lazio di anticipare la costruzione dello stadio di proprietà in un’area verde limitrofa, di cui lo stesso Lotito è proprietario. Fanta-urbanistica? Forse.
Intanto la preoccupazione di Repubblica è la stessa di Mauro Veronesi, responsabile del territorio di Legambiente Lazio: “Adesso però con la costruzione di parte di quelle infrastrutture nel Parco del Labaro Lotito potrà presentare un nuovo progetto, ridimensionato nelle volumetrie rispetto alla proposta iniziale. E poiché il “motore economico” di tutta l’operazione è rappresentato dalle funzioni residenziali, potrà anche ridimensionarle, proprio perché quel “pezzo” sarà collocato al Parco del Labaro. Il quale, a questo punto, assumerà la funzione di “avamposto/testa di ponte” dell’intera operazione. Già perché il Parco del Labaro si trova nella stessa direttrice, ossia la “direttrice” auspicata da Lotito. Insomma Tiberina, Tiberina, Lotito si avvicina”.
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