MILANO, 7 LUG – ''Non c'e' stato alcun tradimento''. In un'ora, spesso alzando la voce e perdendo il consueto aplomb, Leonardo ha raccontato la sua verita' sul divorzio dall'Inter, una separazione non prevista nei suoi piani ma facilitata dall'atteggiamento conciliante di Moratti. Sorprende molti la versione del brasiliano, che ora aspetta di vedere concretizzarsi la trattativa (''E' una possibilita', non ho firmato nulla'') con il Paris Saint-Germain per un ruolo da direttore sportivo, un contratto da 5 milioni di euro e carta bianca in un progetto che potrebbe vedere protagonista Carlo Ancelotti in panchina.
A 46 giorni dall'ultima volta (l'epilogo di campionato contro il Catania), Leonardo e' tornato al Meazza per raccontare ''l'ultimo mese davvero concitato''. Inutile domandare perche' non sia uscito prima allo scoperto. ''Non dovevo smentire nulla, e poi in Italia c'e' la cultura del do ut des, mentre io non voglio avere debiti con nessuno'', taglia corto prima di una conferenza stampa, in cui Leonardo sbotta (''A 42 anni non devo giustificarmi'') e sorride poco anche raccontando la disavventura della patente ritirata in Brasile. Un momento per tirare il fiato nell'intricata versione dell'ex tecnico, da cui emerge che Moratti sostanzialmente lo ha lasciato andare.
Eccola. Dopo il successo in coppa Italia, il brasiliano parte per le ferie: dieci giorni in Sardegna, altri venti in patria e in programma c'e' gia' un incontro con Moratti per organizzare nuova stagione. Nel frattempo arriva il primo sondaggio da Parigi. ''Dico no, l'idea e' bella ma la blocco: penso possa essere per il futuro'', spiega il brasiliano. Le telefonate dal PSG si fanno insistenti, il 6 o il 7 giugno Leonardo informa Moratti.
''Lui mi dice di andare a vedere'', ricorda l'ex allenatore di Inter e Milan, che sabato 11 giugno si presenta a Doha, in Qatar, per incontrare i nuovi proprietari del club.
Riferisce a Moratti che, racconta, ''mi ha trattato come un figlio: non ha bloccato la mia possibilita'. Poi, si e' crea un meccanismo che ha accelerato tutto''. Martedi' esce la notizia che mentre Leonardo era in Qatar, Moratti ha contattato Marcelo Bielsa, e da questo nasce ''una situazione insostenibile'' dice il brasiliano, garantendo di non aver trattato con il PSG prima di risolvere il suo contratto, il primo luglio.
Ammette pero' che ''quando fra il 22 e 23 giugno la situazione di Gasperini e' diventata possibile si e' deciso di chiudere il contratto. Moratti – sostiene Leonardo – ha capito che era una situazione ritorno. Mi ha detto al telefono, 'Non voglio metterti in una centrifuga'. Potevo aspettare di essere esonerato, ma ho chiamato il presidente: 'Ho capito', gli ho detto''.
Ecco la verita' di Leonardo, in una vicenda intricata che si chiude con Gian Piero Gasperini sulla panchina nerazzurra (''Ha una grande squadra, gli auguro il meglio'') e il brasiliano ''libero di fare cio' che voglio'', in attesa della nuova sfida illustrata ''tre giorni fa'' dalla dirigenza del PSG. ''Sono fortunato, per ogni porta che si chiude se ne apre un'altra'', racconta senza nascondere il dispiacere di lasciare la citta' dove ha vissuto e lavorato 14 anni della sua vita. ''Ho avuto la fortuna di viverla da due punti di vista'', ma dopo il derby ha vissuto anche sgradevoli episodi vandalici.
''Forse non pensavo a questi livelli, ma sapevo quello a cui andavo incontro. Non e' – chiarisce – il motivo per cui lascio Milano, saro' legato per sempre a questa citta'''. Meno gli mancheranno le pressioni mediatiche e i giornalisti a cui rimprovera l'ossessione per conoscere le formazioni alla vigilia delle partite. A lui e' capitato al Milan e all'Inter. Poteva capitare altrove, se l'estate scorsa avesse accettato altre offerte (''Potrei fare un elenco…''). Avra' altri problemi da dirigente. A proposito, che lavoro fa adesso Leonardo? ''Sinceramente – dice concendendo un sorriso – non lo so''.
