ROMA, 14 LUG – ''Io credo che quando la Roma ha deciso di mettere sotto contratto un allenatore e un gruppo di lavoro giovane lo ha fatto per prendere un gruppo anche per le idee che ha e per il gioco. Abbiamo bisogno di giocatori di livello, di rinforzi, e ringrazio la societa' che vive un momento di passaggio per avermi scelto''.
Cosi' lo spagnolo Luis Enrique nella sua prima conferenza stampa da allenatore della squadra giallorossa.
Come pensa di ovviare ai problemi difensivi della Roma? Davvero Kameni verra' preferito a Stekelenburg per scelta tecnica? ''Quando stavamo trattando – risponde Luis Enrique – la societa' mi ha conosciuto come allenatore offensivo, che ama far giocare all'attacco, con gente di qualita'. Io non concepisco il calcio in altro modo e l'importante e' che i tifosi si divertano. Vedremo tra un anno quali saranno stati gli sviluppi, nel calcio non c'e' memoria e dipende tutto dai risultati. Ma sono ottimista, non ho dubbi che la Roma giochera' in una maniera offensiva. Ma non si puo' trasmettere tutto in un giorno o in un mese, avremo un cambio di identita' vero e proprio. E' necessario che ci diano fiducia, anche se si sa che il calcio non ha memoria e tutto dipende dai risultati. Ma sono ottimista, la Roma giochera' un calcio offensivo, e se poi le cose andranno male verra' un altro allenatore e non ci saranno problemi''. Che obiettivi prevede per la Roma, quale posizione in classifica? ''Non so, non abbiamo tutta la squadra e non la conosco tanto da dire che livello raggiungeremo – replica lo spagnolo -. Pero' posso assicurare che la squadra giochera' tutte le partite in un modo che piacera' ai tifosi. Giocheremo per vincere e non avremo atteggiamenti speculativi o difensivi''.
Su Kameni? ''Ancora non so, e aspetto quando Sabatini mi comunichera' chi sara' il portiere – dice -. So che stiamo lavorando forte, non ho avuto conferme, ma che sia Kameni o Stekelenburg saranno alternative importanti''.
Il suo modello sara' davvero il gioco del Barcellona?
''Non vengo ad impiantare il modello del Barcellona – risponde Luis Enrique – perche' ci vogliono molti anni ed e' un modo di giocare che va dai bambini fino alla prima squadra. Diciamo che io vengo ad impiantare un qualcosa che gli assomiglia''. ''Il gioco e il modulo – continua l'allenatore della Roma – dipendono da cose come il numero dei calciatori e dalla loro qualita'. Non potrei fare il 4-3-3 se avessi giocatori che non riescono a fare tre passaggi di seguito, che non e' il caso della Roma. Ma cio' su cui non transigo e' il possesso di palla, perche' e' quando fai cosi' che l'avversario soffre''.
