Manca un anno agli Europei

BRESLAVIA, 9 GIU – ''Create history together'', ''facciamo insieme la storia'': e' lo slogan scelto per Euro 2012, il torneo giunto alla 14/a edizione che sara' ospitato da Polonia e Ucraina a partire dall'8 giugno prossimo: 365 giorni esatti, considerando che l'anno sara' bisestile.
L'occasione e' stata celebrata ieri nelle citta' dell'Europeo con eventi e appuntamenti vari; ma a far la parte del leone, per una notte capitale ideale di Euro 2012, e' stata Wroclaw (Breslavia), che ha organizzato la festa piu' grande: circa diecimila persone si sono assiepate sulle sponde del laghetto-fontana della Centennial Hall per assistere ad uno spettacolo di musica, esibizioni acrobatiche, giochi di luce combinati con getti d'acqua alti anche 10 metri, fino all'arrivo di un enorme pallone da calcio calato da un elicottero. Sempre ieri, d'altronde, Breslavia era stata tappa del tour della delegazione dell'Uefa che, con folto gruppo di giornalisti al seguito, sta monitorando citta' per citta' i lavori di preparazione all'Europeo. Della missione fa parte anche Frantisek Laurinec, membro del Comitato esecutivo dell'Uefa, nonche' delegato del presidente Michel Platini per Euro 2012.
Per Laurinec lo slogan sulla storia da costruire insieme calza piu' che mai a pennello (e non poteva essere altrimenti): ''Il messaggio che l'Uefa ha voluto portare a Polonia e Ucraina per quest'occasione e' che il loro torneo non e' solo il 'loro' torneo, bensi' un evento che riguarda tutta l'Europa''. Una dichiarazione impegnativa per i due Paesi ospitanti ma anche, si suppone, per tutti gli altri, invitati a collaborare come possibile alla riuscita di un evento che mai si era spinto tanto ad est nel continente.
Inevitabile poi, per Laurinec, toccare l'argomento dei timori d'insuccesso – evidentemente ancora non del tutto sciolti, almeno sentendo in separata sede anche altri dirigenti dell'Uefa – che a lungo hanno fatto ipotizzare la necessita' di sostituire l'Ucraina come Paese organizzatore. ''Ritardi e contrattempi troveranno ancora spazio – osserva Laurinec – Ma non si possono nemmeno negare gli enormi progressi compiuti negli ultimi mesi sia dalla Polonia, sia dall'Ucraina''.
Il loro buon esempio potrebbe dunque incoraggiare altre candidature inedite, come quella della Slovacchia, Paese d'origine di Laurinec: ''No – taglia corto l'alto dirigente – non ci sono ancora le condizioni, nemmeno ipotizzando un'assegnazione in coppia con la Repubblica ceca. Per il momento dobbiamo essere realisti e accontentarci di partecipare al torneo, magari incontrando un'altra volta l'Italia…''. Lo vorrebbero certamente anche giocatori e tifosi azzurri, per dimenticare il Sudafrica.

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Alberto Francavilla