No ad eventuali arruolamenti nel mondo della politica, ”io sono della gente e basta”: a parlare, sempre sotto i riflettori dei media, è Diego Armando Maradona, il quale ha tra l’altro sottolineato il proprio impegno ”per aiutare tanti ‘pibes’ affinche’ lascino le cose cattive, come la droga”. Senza risparmiare, com’è nel suo stile, qualche frecciata in più direzioni, durante un’affollata conferenza stampa l’ex ct dell’Argentina ha affrontato diversi temi, precisando: ”Almeno per ora non penso di fare politica”.
”Vorrei collaborare con l’Argentina, ma non voglio appartenere a nessuna bandiera politica. Quando, tempo fa, è stata lanciata la campagna ‘Sole senza droga’ ho cooperato, ma non era il mio momento migliore: ho superato – ha sottolineato – quel flagello e ora voglio aiutare tanti bambini affinché lascino le cose cattive quali la droga o la criminalità giovanile”.
In vista della sua partecipazione, nelle prossime ore nella città di Mar del Plata, ad un’esibizione indoor insieme a vecchie glorie del ‘futbol’ argentino e colombiano, Diego ha sottolineato che morirà ”giocando al calcio. Sarò sempre dalla parte del giocatore”.
Circa l’uscita ai quarti dell’Argentina, da lui guidata, dai Mondiali in Sudafrica, Maradona ha precisato di aver ”superato il lutto: nell’ultima partita la Germania ha cambiato tutti i nostri piani con quella rete segnata nei primi due minuti… Avevamo pianificato tutto, e abbiamo messo in campo la squadra migliore”.
Ad una domanda su Joseph Blatter, Maradona ha tagliato corto: ”Non voglio, né mi interessa, appartenere alla famiglia della Fifa. Il suo presidente, Blatter, e’ un maleducato che non ha mai toccato un pallone”. E cosa pensa, infine, Diego sul Pallone d’oro Lionel Messi: ”E’ il migliore del mondo: se ci fossero stati tre Palloni d’oro, a vincere dovevano essere Leo, Iniesta e Xavi. Tutti dei geni: ma il migliore è Leo”.