
ROMA – Un rigore non dato, quello per fallo su Miralem Pjanic, e un gol convalidato, quello di Alessio Cerci, dopo una dubbia spinta sul difensore Benatia. Tanto basta ad alcuni tifosi della Roma per ipotizzare un disegno, una strategia, e perché no un complotto, per impedire alla squadra di Rudi Garcia di volare contro ogni previsione verso il titolo.
Ma non sono solo i tifosi (perché fin qua saremmo nella norma) a recriminare. A protestare e a ipotizzare in modo neppure tanto velato una strategia anti-Roma sono alcuni addetti ai lavori.
Ha iniziato il Corriere dello Sport raccontando di una cena post gara tra gli arbitri e l’allenatore granata Giampiero Ventura. Poi ha continuato il Messaggero, che in un pezzo di una firma di punta del giornalismo sportivo, quella di Mimmo Ferretti, spiega come “cominciano a riaffiorare i fantasmi del passato, quando la Roma non è riuscita a vincere ciò che avrebbe meritato di vincere in virtù di aiuti e aiutini agli avversari“.
Sempre secondo Ferretti Napoli e Juve sarebbero a soli tre punti dalla Roma “grazie anche ad errori arbitrali”. m
Ma non è finita. Perché il quotidiano “Il Romanista” (la Roma è l’unica squadra di calcio del mondo ad essere seguita da un quotidiano monografico) dedica alla questione arbitri e ai presunti disegni anti Roma un editoriale dal titolo emblematico: “Se a pensar male ci si azzecca”.
La firma dell’editoriale è quella di Stefano Romita, che del Romanista è vice-direttore. E Romita, e quindi il Romanista, Torino-Roma l’hanno vista così:
Fare regali, ricevere regali sul campo, tra una fischiatina là e una quà è cosa che può avvenire anche in perfetta buona fede sui campi italiani. Si può sbagliare. Come è ovvio che possa accadere anche nelle migliori famiglie. Ma quando il passato è stato così ricco di azioni nefande è più difficile accettare gli sbagli. A maggior ragione se sono eclatanti.
Facciamo un esempio: Benatia subisce in area, essendo in vantaggio sulla palla tanto da essere sbilanciato, uno spintone da Meggiorini con il braccio allungato. Il difensore romanista cade, il granata mette al centro e il Torino pareggia. Pjanic viene falciato in area. E’ rigore netto e invece non accade nulla. Gli interventi che facciamo noi vengono giudicati da cartellino giallo. I loro interventi…un richiamino verbale. Ventura fa una sceneggiata napoletana e viene trattenuto davanti alla sua panchina e nessuno lo fa accomodare in tribuna. Insomma una serie di episodi domenicali che non ci sono affatto piaciuti. E che ci fanno temere un atteggiamento arbitrale un tantino prevenuto. Direte: “Ma come hai vinto tutte le partite e al primo pareggio già ti lamenti degli arbitri?”. Vi rispondo di sì. Ma non è che mi lamento e basta. Sto sulle mie. Controllo gli altri campi. E vedo che ci sono cose che non possono andare bene. Rigori fischiati con estrema leggerezza. Espulsioni errate. Rigori non dati. Come ha già scritto l’inarrivabile Tonino Cagnucci ieri e come ha già detto un romanista che non c’è più “a pensar male si fa peccato ma ci si azzecca quasi sempre”.
Ma come è possibile che la sudditanza psicologica verso le big e i grandi presidenti di serie A di cui noi commentatori ci siamo riempiti la bocca per decenni vale per tutti e non vale mai quando ad essere una big è la Roma? Com’è che quando i big siamo noi fanno tutti ugualmente gli arroganti e i professori universitari? Com’è che dopo una striscia ineguagliata, un nuovo record bloccato solo da Banti, Lotito ancora apre bocca? E Benitez e Mazzarri si lamentano del nulla? Perché a Montella gli fanno “il pacco” e nessuno dice una parola? E com’è che la Roma è considerata fortunata se i suoi migliori giocatori in attacco (Totti e Gervinho) sono infortunati? E Destro che non riesce ancora fare la sua prima partita in campionato ha un gran culo secondo voi? Insomma mi indispettisco e mi infastidisco come trovo logico che sia davanti a tante stupidaggini messe in fila.
