SHANGHAI – Un tribunale di Pechino ha respinto la denuncia presentata dalla leggenda della pallacanestro, Michael Jordan, sull'uso del suo nome cinese, Qiaodan, ritenendo che non si tratta di un nome ne' unico ne' distintivo e identificativo solo per quella persona. Lo riferisce la stampa locale.
Nei giorni scorsi Michael Jordan aveva fatto causa ad una ditta produttrice cinese di articoli sportivi, per aver usato il suo nome senza autorizzazione. L'azienda infatti si chiama Qiaodan (che in cinese si legge ciao-dan, che suona in modo simile a Jordan, come cioe' il campione viene abitualmente chiamato dai cinesi).
Rifiutando il caso, il tribunale cinese ha ritenuto che si tratta di un nome comune, che come tale puo' essere riferito a un vasto numero di persone e non solo specificamente alla superstar della pallacanestro.
Intanto il portavoce del team di legali che assiste Jordan ha fatto sapere allo Shanghai Daily di non avere finora ricevuto notizia ufficiale del respingimento della causa. Secondo Jordan l'azienda cinese avrebbe deliberatamente deciso di chiamarsi cosi' proprio per sfruttare la notorieta' del nome, ma senza alcun suo permesso o autorizzazione.
La ''Qiaodan'', dal canto suo, ha fatto sapere di aver registrato il suo marchio nel 2000 e di non essersi mai approfittata della somiglianza del suo nome con quello del campione, anzi specificando in diverse occasioni che i loro prodotti non avevano nessuna correlazione con Jordan.
Le vendite della Qiaodan Sports nel 2010 hanno raggiunto i 2,9 miliardi di yuan (oltre 460 milioni di dollari) e la societa' lo scorso novembre ha ottenuto l'inserimento nella lista delle aziende quotate alla borsa di Shanghai.
