MILANO, 13 GEN – Non e' l'anno del dragone, ma quello della iella nera alla quale bisogna rispondere con qualcosa di piu' di un 'ringhio': Rino Gattuso va a Dubai per il ritiro invernale del Milan e torna con una insidiosa febbriciattola.
Difese immunitarie a terra e appaiono i sintomi della miastenia oculare ma – questa volta – ad essere colpito e' l'occhio destro. Prima, a settembre, era stato il sinistro a destare tanta preoccupazione ai fan non solo di Gattuso, ma a tutta l'Italia perche' Ringhio, campione del Mondo in Germania nel 2006, non si puo' non amarlo perche' e' un uomo verace, ruspante e schietto.
Dal 9 settembre, il giorno in cui iniziarono i problemi, aveva preferito imboccare la strada di un composto silenzio. Ma scelse di reagire quando presero a girare le voci che lo davano per finito dopo la diagnosi per l'occhio sinistro (paralisi del sesto nervo cranico). Davanti alle telecamere, con i suoi modi normali e semplici, lui – da sempre piu' vicino agli ambienti popolari che ai salotti chic – disse: ''In 45 giorni ne ho sentite di tutti i colori: che potevo perdere l'occhio, che avrei perso la vista. Forse e' anche colpa mia, perche' ho voluto aspettare''.
''Oggi eravate preoccupati – cosi' apostrofo' i giornalisti – che annunciassi di non poter piu' giocare a calcio. Ma ci vuole altro per abbattermi''. E poi ricompose il puzzle degli eventi cosi' come si susseguirono da quel maledetto 9 settembre: ''Avevo raccontato al dottore del Milan, Rodolfo Tavana, che vedevo delle macchie. Non voleva che giocassi. L'ho quasi appeso al muro, invece aveva ragione. Nei primi 20 minuti della partita, minuti di inferno, mi sono reso conto di quello che stava accadendo: vedevo quattro Ibra. E' brutto non poter portare i figli a scuola perche' non ce la fai a guidare, oppure guardi la televisione e la vedi in un posto diverso da quello dove si trova. Sto lottando contro un uomo invisibile, vedere doppio non e' bello ma c'e' di peggio''. ''Vedere un duro come me con gli occhiali e gli occhi storti fa ridere e – aggiunse – per sdrammatizzare i ragazzi mi prendono in giro''.
Infine, la convinzione di poterne uscire alla grande: Dopo 50 giorni di stop ci vogliono ancora 4 mesi. Poi, se la situazione non sara' migliorata, potrei prendere in considerazione l'eventualita' dell'operazione. Ne usciro' piu' forte di prima''. E detto da un duro come Gattuso e, nonostante la sfortuna, e' una realta' e non una semplice ipotesi. Dopo il ritorno nell'amichevole di Dubai contro il Paris Saint Germain, arrivano altri trenta giorni di stop. Ma per un duro come Gattuso e' giusto un pit stop.