NOVARA, 13 GIU – Il doppio salto del Novara dalla Lega Pro alla serie A e' anche la rivincita personale dell'allenatore, Attilio Tesser. E la consacrazione, a 31 anni, di Marco Rigoni, lo stratega in campo, l'autore dell'eurogol che nella semifinale dei playoff aveva permesso ai piemontesi di riacciuffare la Reggina. Tesser in Piemonte era arrivato reduce da una grande delusione, l'esonero dal Padova nel gennaio 2009 – proprio l'avversaria della finale di B – dopo cinque giornate. La terza 'cacciata' in quattro anni, dopo quelle di Cagliari (2005, dopo appena una giornata) e Ascoli (2006, 11 partite).
Il successo di ieri gli ha permesso di metterci finalmente una pietra sopra: ''Ora – dice – tutti fanno i complimenti, ma io sono sempre lo stesso allenatore che veniva esonerato a Cagliari o a Padova. E quelle batoste non mi hanno certo aggiunto alcun bagaglio di esperienza. Io sono uno che non appartiene ad alcun clan, che basa tutto sul lavoro. Lo sono adesso, ma lo ero anche prima, quando mi esoneravano''.
Il tecnico ha scelto di persona alcuni giocatori e altri li ha convinti a venire a Novara. ''E' un grande risultato – dichiara il giorno dopo la grande festa, un po' affaticato dopo una notte insonne – che corona un biennio straordinario, fantastico, frutto del lavoro di un gruppo che aveva grande fame. Aveva fame in C e la aveva in B: e pensare che ci eravamo posti l'obiettivo della salvezza. Siamo partiti bene e questo ci ha dato grande soddisfazione e grande morale. E anche nei momenti piu' difficili e' stato il gruppo a tenere duro e a conquistare un grande risultato, del tutto inaspettato''. ''In queste settimane li ho visti sereni e feroci, in allenamento li vedevo andare a duemila all'ora… Qui nessuno ha mai mollato un secondo e siamo stati ripagati sul campo''. ha aggiunto.
C'e' un altro simbolo nel successo novarese, ovvero quel Marco Rigoni che assapora ora pienamente la serie A dopo averla solo sfiorata con la maglia della Juventus. E' stata la prodezza al 90' della semifinale di ritorno con la Reggina che ha evitato al Novara una eliminazione che sarebbe stata una beffa. ''Dentro le mie gambe, dentro di me c'erano tutta questa gente, tutti e 25 i miei compagni, una societa' – confida Rigoni -. Sono felice di averlo fatto io, quel gol, ma quando si parla del collettivo, e' proprio vero che questo gruppo ha fatto una cosa fantastica e forse oggi non ce ne rendiamo ancora perfettamente conto e lo capiremo nei prossimi giorni. Per questo, se dipendesse da me, non cambierei nessuno dei miei compagni''.
