Emulare le imprese degli antenati che negli anni ’30 per ben due volte (nel ’34 e nel ’38), e nel ’54 poi raggiunsero i quarti di finale, sotto la guida del tecnico austriaco Karl Rappan, l’inventore del catenaccio, poi riproposto in Italia da Nereo Rocco. Per la nona volta alla fase finale di un Mondiale, la seconda di fila, la Svizzera in Sudafrica aspira, dopo la brutta figura nell’Europeo casalingo del 2008, a fare un salto di qualità, e con l’esperto allenatore tedesco Hitzfled in panchina, ad entrare almeno negli ottavi di finale: obiettivo già centrato anche in Germania nel 2006 quando dovettero cedere il passo, ma solo dopo i rigori, all’Ucraina di Sheva. La miscela, fra giovani talenti come Derdiyok (di origine turca), Barnetta, Benaglio e veterani esperti come Frei e N’Kufo (nato nel Congo), mescolata dall’ex tecnico di Borussia Dortmund e Bayern Monaco, succeduto a Jakob Kuhn, ha dato finora buoni risultati e ha permesso alla formazione rossocrociata di qualificarsi come prima nel girone di qualificazione davanti alla Grecia. Unica nota stonata nel cammino verso la fase finale del Mondiale la sconfitta casalinga contro il Lussemburgo per 2-1, recepita in patria come una macchia indelebile nella storia della Svizzera. A trascinarla verso il Sudafrica sono stati soprattutto i gol della coppia Frei-N’Kufo, capace di realizzare 10 reti in altrettante gare. Anche se il punto di forza della Svizzera resta Tranquillo Barnetta, centrocampista di radici italiane che gioca nel Bayer Leverkusen, dai cui piedi nascono tutte le azioni di gioco, e proprio Alexander Frei, miglior marcatore della storia del suo paese con 40 gol in 73 partite, il leader indiscusso dello spogliatoio e per questo motivo Ottmar Hitzfeld ha deciso di mettergli la fascia di capitano al braccio. Ci sarà anche un pizzico d’Italia in questa Svizzera, grazie ai due cursori della Sampdoria, Ziegler e Padalino, al laterale della Lazio, Lichtsteiner, al centrocampista dell’Udinese Inler, oltre a Behrami, lanciato a grandi livelli dalla Lazio e oggi pedina inamovibile nel West Ham di Zola. Ma alla fine il plusvalore potrebbe essere proprio Hitzfeld, che accettando l’incarico di allenare la Nazionale svizzera è tornato a casa dopo aver trascorso nel paese rossocrociato dieci anni da giocatore (2 scudetti con il Basilea) e otto da allenatore (2 titoli con il Grasshoppers). Nel girone con Spagna, Cile e Honduras, l’obiettivo dichiarato di Frei e compagni è di acciuffare quel secondo posto alle spalle dell’Invincibile Armata iberica.
L’uomo di punta (in tutti i sensi) della Svizzera, che dal lontano 2001 si affida in fase di attacco alle sue doti di finalizzatore, frutto di un istinto naturale, ma anche di un’esperienza maturata sui campi di Francia e Germania, prima del ritorno nella suo paese natio: il 17 luglio del 2009 ha firmato infatti un contratto quadriennale con il Basilea. Alexander Frei è stato per sei anni un nazionale-emigrante, come attualmente tanti suoi compagni di squadra (ben 16 sui 23 probabili convocati da Hitzfeld militano nei principali campionati europei). Per tre anni la stella elvetica è stato protagonista nel campionato tedesco, con la maglia del Borussia Dortmund (31 i gol in Bundesliga), ma prima ha collezionato presenze e gol in Francia guidando l’attacco del Rennes per 3 stagioni (47 gol). I suoi 13 anni di carriera da professionista sin qui sono stati equamente divisi tra quelli trascorsi sui campi svizzeri e quelli all’estero. E domani? Le offerte per un nuovo trasferimento lontano dalla Svizzera non mancano e ovviamente cresceranno in misura massiccia in caso di partite e gol da protagonista nei prossimi Mondiali che comunque lo vedono leader della sua nazionale, successore nella lista dei ‘grandi’ del calcio svizzero di personaggi come Vogel, Chapuisat e Turkyilmaz. Nato il 15 luglio 1979, alto 1 metro e 79 per 74 chili di peso, Frei ha avviato la sua collezione di gol da professionista nella squadra di casa, il Basilea, ma le ha raggiunto l’apice lontano di casa: statisticamente rilevante il suo rapporto tra partite giocate e reti realizzate, in particolare nella stagione 2006-2007 col Borussia Dortmund (16 gol in 32 gare). E in Nazionale, con alterne fortune, è diventata presto famosa la sua puntualità nell’appuntamento coi gol che contano: alla 56/esima presenza vantava già uno score di 32 reti. Agli Europei del 2004, sputò contro il suo avversario, l’ inglese Steven Gerrard. Dopo aver negato il fatto, venne pubblicato un video che dimostrava la scorrettezza, sicché Frei – come per Totti con Poulsen – venne squalificato. Si è rifatto due anni dopo, ai Mondiali di Germania, riuscendo a segnare 2 gol in quattro partite. Nel 2007 è arrivato il momento più difficile della sua carriera, per un infortunio all’anca. E’ durata un anno la forzata assenza dalla nazionale, un periodo amaro chiusosi a marzo 2008 quando Frei ha potuto di nuovo rispondere alla convocazione del ct Kuhn, che gli ha poi riservato un graditissimo regalo per festeggiare il rientro: la fascia di capitano. Il 30 maggio 2008 è diventato il miglior marcatore della nazionale svizzera segnando una doppietta al Liechtenstein, superando a quota 35 reti di una lunghezza l’ex capitano Kubilay Turky?lmaz. Ma la sfortuna in quella stagione si ricordò ancora di lui. Convocato, e scelto come capitano, per Euro 2008, fu costretto a dire addio alla competizione uscendo dal campo in lacrime nel corso del match inaugurale, a causa di uno strappo ai legamenti del ginocchio sinistro. Durante le qualificazioni a Sudafrica 2010, il 9 settembre 2009, ha segnato contro la Lettonia il suo 40esimo gol in nazionale, migliorando ulteriormente il record. I rossocrociati lo aspettano con trepidazione. Carattere spavaldo, ammiratissimo dalle ragazze, Frei sostiene di sognare il titolo mondiale con la maglia della nazionale, anche se finora in carriera il ragazzo di Basilea si é dovuto accontentare di una coppa di Svizzera vinta con il Servette.
Ottmar Hitzfeld è nato il 12 gennaio 1949 a Lorrach (Germania). Dopo una carriera agonistica – ruolo attaccante – trascorsa tra Svizzera e Germania (con le maglie di Stetten, Lorrach, Basilea – con cui ha vinto 2 scudetti ed 1 coppa svizzera -, Stoccarda, Lugano e Lucerna), Hitzfeld ha intrapreso il percorso da tecnico già nella stagione 1983/84, quando ha assunto la guida dello Zug Sc. Hitzfeld ha assunto l’incarico di CT della nazionale maggiore svizzera l’1 luglio 2008, all’indomani dell’ennesima fallimentare esperienza elvetica in una fase finale degli Europei (Svizzera eliminata già nella fase a gironi, nell’edizione co-organizzata assieme all’Austria nel giugno 2008). Le squadre via via allenate da Hitzfeld prima di approdare sulla panchina svizzera sono state: Zug, Aarau, Grasshoppers, Borussia Dortmund e Bayern Monaco dove, dopo un primo periodo dal 1998/99 al 2003/04, è tornato alla fine del gennaio 2007 per sostituire Felix Magath e dove è rimasto fino al termine della stagione 2007/08. Nel palmares tecnico di Hitzfeld troviamo 2 campionati svizzeri (Grasshoppers, 1989/90 e 1990/91), 3 coppe di Svizzera (Aarau, 1984/85; Grasshoppers, 1988/89 e 1989/90), 1 supercoppa svizzera (Grasshoppers, 1989), 7 campionati tedeschi (Borussia Dortmund, 1994/95 e 1995/96; Bayern Monaco, 1998/99, 1999/00, 2000/01, 2002/03 e 2007/08), 3 coppe di Germania (Bayern Monaco, 1999/00, 2002/03 e 2007/08), 2 supercoppe tedesche (Borussia Dortmund, 1994/95 e 1995/96), 4 coppe di Lega tedesche (Bayern Monaco, 1998/99, 1999/00, 2003/04 e 2006/07), 2 Champions League (Borussia Dortmund, 1996/97; Bayern Monaco, 2000/01) ed 1 coppa Intercontinentale (Bayern Monaco, 2001). Primo Mondiale da allenatore in prima per Ottmar Hitzfeld, che non vi ha mai partecipato neppure da calciatore.
La Svizzera è approdata a Sudafrica 2010 vincendo il girone 2 europeo di qualificazione ai mondiali con all’attivo solo sei vittorie. Gli elvetici hanno chiuso le proprie gare con 21 punti in classifica, precedendo la Grecia a 20, Lettonia a 17, Israele a 16, Lussemburgo a 5 e Moldavia a 3. Lo score elvetico è stato di 6 vittorie (2-0 in casa e 2-1 in trasferta sulla Grecia, doppio 2-0 sulla Moldavia, 3-0 in Lussemburgo, 2-1 in casa sulla Lettonia), 3 pareggi (0-0 in casa e 2-2 fuori contro Israele e 2-2 in Lettonia) ed 1 sconfitta (1-2 in casa dal Lussemburgo), con 18 reti segnate ed 8 subite. I due sempre presenti risultano Tranquillo Barnetta e Blaise Nkufo (attaccante del Twente, classe 1975). Oltre la metà delle 18 reti elvetiche è arrivata dalla coppia-gol Alexander Frei (attaccante, classe 1979 del Basilea) e Blaise Nkufo (punta, classe 1975 del Twente), 5 centri a testa. Con sole 6 vittorie nelle qualificazioni, la Svizzera è una delle 3 formazioni approdate a Sudafrica 2010 che hanno vinto meno partite: come i rossocrociati, anche Danimarca e Nuova Zelanda. Tre test previsti dalla Svizzera prima dell’arrivo in Sudafrica, tutti da disputarsi in casa. Nel primo è stata una debacle per 1-3 contro l’Uruguay del “maestro” Tabarez. Queste le partite degli svizzeri dal sorteggio ad oggi: 03/03/2010 San Gallo Svizzera-Uruguay 1-3 01/06/2010 Sion Svizzera-Costarica 0-1 05/06/2010 Ginevra Svizzera-Italia La Svizzera a Sudafrica 2010 è inserita nel gruppo H con Spagna, Cile ed Honduras. Debutterà al Mondiale 2010 il 16 giugno alle ore 16.00 contro la Spagna a Durban. Seconda gara il 21 giugno contro il Cile a Port Elizabeth, ore 16.00. Chiusura contro l’Honduras a Bloemfontein, il 25 giugno alle 20.30.
Ecco la lista dei 23 convocati dal tecnico Ottmar Hitzfeld. Portieri: Diego Benaglio (VfL Wolfsburg), Johnny Leoni (FC Zurich), Marco Woelfli (Young Boys Berne). Difensori: Mario Eggimann (Hanover 96), Stephane Grichting (Auxerre), Stephan Lichtsteiner (Lazio), Philippe Senderos (Arsenal), Ludovic Magnin (FC Zurich), Steve Von Bergen (Hertha Berlin), Reto Ziegler (Sampdoria). Centrocampisti: Tranquillo Barnetta (Bayer Leverkusen), Valon Behrami (West Ham United), Gelson Fernandes (St Etienne), Benjamin Huggel (FC Basel), Marco Padalino (Sampdoria), Pirmin Schwegler (Eintracht Frankfurt), Goklan Inler (Udinese). Attaccanti: Eren Derdiyok (Bayer Leverkusen), Alexander Frei (FC Basel), Blaise Nkufo (Twente Enschede), Hakan Yakin (FC Luzern), Xherdan Shaqiri (FC Basel), Albert Bunjako (Nuremberg).
