Mondiali, Argentina-Corea del Sud 4-1: pagelle

Mondiali, Argentina-Corea del Sud 4-1: pagelle della partita valida per la seconda giornata dei gironi della Coppa del Mondo.

COREA DEL SUD (4-4-2): Jung Sung-ryong 5.5; Oh Beom-seok 5, Lee Young-pyo 5, Cho Yong-hyung 5, Lee Jung-soo 5.5, Kim Jung-woo 5, Ki Sung-yong 5.5, Park Ji-sung 6.5, Lee Chung-yong 7, Park Chu-young 5, Yeom Ki-hun 5, Namil 5.5, Dong 5.5

ARGENTINA (4-2-3-1) Romero 6, Gutierrez 6, Demichelis 5, Samuel 6, Heinze 6.5; Mascherano 6, Maxi Rodriguez 5; Tevez 7, Di Maria 6.5, Messi 7.5; Higuain 8.5, Kun Aguero 6.5, Bolatti 6, Burdisso 7

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Nei due precedenti ufficiali tra nazionali maggiori, l’Argentina contro la Corea del Sud ha finora sempre vinto: oltre al 3-1 nella fase a gironi dei Mondiali 1986, si ricorda un’amichevole a Seul nel 2003, andata ai sudamericani per 1-0. – Nella seconda giornata della fase a gironi, su 13 precedenti l’Argentina ha un bilancio decisamente positivo: 8 le vittorie (6-3 sul Messico nel 1930, 3-1 sull’Irlanda del Nord nel 1958, 2-1 sulla Francia nel 1978, 4-1 sull’Ungheria nel 1982, 2-0 sull’Unione Sovietica nel 1990, 2-1 sulla Nigeria nel 1994, 5-0 sulla Giamaica nel 1998 e 6-0 sulla Serbia/Montenegro nel 2006), 3 i pareggi (0-0 contro la Germania Ovest nel 1966, 1-1 contro l’ Italia nel 1974 ed anche nel 1986), 2 le sconfitte (1-3 dall’Inghilterra nel 1962 e 0-1 nel 2002, ancora dagli inglesi). Nei 7 precedenti, la Corea del Sud non ha mai vinto: il bilancio degli asiatici è infatti di 4 pareggi (1-1 contro la Bulgaria nel 1986, 0-0 con la Bolivia nel 1994, 1-1 contro gli Stati Uniti nel 2002, 1-1 contro la Francia nel 2006) e 3 sconfitte (0-7 dalla Turchia nel 1954, 1-3 dalla Spagna nel 1990, 0-5 dall’Olanda nel 1998). – Nei 3 precedenti ai Mondiali – tutti nelle fasi a gironi – la Sud Corea non ha mai battuto un team sudamericano: 1 pareggio (0-0 contro la Bolivia nel 1994) e 2 sconfitte (1-3 dall’Argentina nel 1986 e 0-1 dall’Uruguay nel 1990). – Dopo l’inizio di Sudafrica 2010, e tenendo conto anche delle precedenti edizioni dei mondiali, nei 12 incontri complessivi che si sono giocati tra nazionali sudamericane e asiatiche, queste ultime non hanno mai vinto: il bilancio è infatti nettamente favorevole alle rappresentanti dell’America del Sud, con 10 vittorie e 2 pareggi, l’ultimo dei quali risale a Stati Uniti ‘94, Bolivia-Corea del Sud 0-0. – Ai Mondiali 2010, Argentina-Corea del Sud è l’ultimo dei due incontri, almeno nella fase a gironi, dopo Brasile-Corea del Nord 2-1. – L’Argentina è imbattuta ai Mondiali dal 7 giugno 2002, quando a Sapporo perse 0-1 dall’Inghilterra nella fase a gironi. Da allora 7 gare utili consecutive, con bilancio di 4 vittorie e 3 pareggi. E’ stata così eguagliata la serie positiva per l’ ‘albi-celeste’, 7 gare senza sconfitte, come quella stabilita dal 2 al 29 giugno 1986, con score di 6 vittorie ed 1 pareggio, in quello che fu il secondo Mondiale vinto finora dall’ Argentina. – Diego Armando Maradona ritrova la Corea del Sud, contro cui – da calciatore – ha disputato una delle sue 21 partite ai Mondiali. Il 2 giugno 1986 la sua Argentina si impose 3-1 sugli asiatici e Maradona rimase in campo tutti e 90′. – Se scenderà in campo domani, il portiere sud-coreano Lee Woon Jae inizierebbe il suo 4° Mondiale della carriera, raggiungendo in vetta alla graduatoria Hong Myung Bo (16 presenze tra le edizioni 1990, 1994, 1998 e 2002). – Con il gol segnato alla Grecia il 12 giugno scorso, il sud-coreano Park Ji Sung è diventato uno dei tre migliori marcatori asiatici di tutti i tempi Mondiali: 3 le reti di Park (una ciascuna nelle edizioni 2002, 2006 e 2010), così come il connazionale Ahn Jung Hwan (2 nel 2002, 1 nel 2006) e Sami Al Jaber dell’Arabia Saudita (1 per edizione, nel 1994, 1998 e 2006). Park Ji Sung ha stabilito anche un altro record, diventando il primo calciatore della Corea del Sud ad aver segnato in 3 diverse edizioni dei Mondiali, quelle del 2002, 2006 e 2010: prima di Sudafrica 2010 il primato apparteneva, in condominio allo stesso Park ed altri tre connazionali. Infine, Park raggiunge lo stesso Ahn Jung Hwan in testa alla classifica dei marcatori sud coreani ai Mondiali: 3 le reti segnate da entrambi. – L’arbitro Frank De Bleeckere: nato l’1 luglio 1966 ad Oudenaarde (Belgio), internazionale dal 1998, di professione public relation manager, nel tempo libero ama giocare a tennis, viaggiare ed il cinema. Il fischietto belga ha un precedente nel 2003 con selezioni argentine, ai Mondiali Under 2003: i sudamericani hanno battuto 3-1 il Mali nella fase a gironi ed uno con la nazionale maggiore, vittoriosa 2-1 sulla Costa d’Avorio al Mondiale 2006. Ai Mondiali per nazionali A arbitri belgi hanno già diretto l’Argentina 5 volte e, da oggi, diventano i fischietti più presenti alla kermesse iridata per la nazionale ‘albi-celeste’: i precedenti vedono un bilancio di 3 vittorie (3-1 sul Cile e 6-1 sugli Stati Uniti nel 1930 – entrambe dirette da Langenus – e 2-1 sulla Costa d’Avorio – gara diretta dallo stesso De Bleeckere- ) e 2 sconfitte (2-4 dall’Uruguay nella finalissima del 1930 – arbitro Langenus – e 1-2 dal Brasile nel 1974 – arbitro Loraux -). Arbitri belgi sono, invece, al debutto, con la nazionale sud-coreana al Mondiale.

Queste le probabili formazioni di Argentina-Corea del Sud, in programma domani alle 13.30 a Johannesburg, per la seconda giornata del gruppo B dei Mondiali di calcio. Argentina (4-3-3): 12 Romero, 2 Demichelis, 13 Samuel, 6 Heinze, 17 Gutierrez, 20 Maxi Rodriguez, 14 Mascherano, 7 Di María, 10 Messi, 11 Tevez, 9 Higuain. (1 Pozo; 21 Andujar, 3 C. Rodriguez, 12 Garce, 15 Otamendi, 5 Bolatti, 23 Pastore, 16 Aguero, 18 Palermo, 19 Milito). All: Diego Maradona Corea del Sud (4-4-2): 18 Jung Sung-ryong, 22 Cha Du-ri, 4 Cho Yong-hyung, 14 Lee Jung-soo, 12 Lee Young-pyo, 17 Lee Chung-yong, 16 Ki Sung-yueng, 8 Kim Jung-woo, 7 Park Ji-sung, 10 Park Chu-young, 19 Yeom Ki-hun. (21-Kim Young-kwang,1-Lee Woon-jae, 2-Oh Beom-seok,3-Kim Hyung-il, 15-Kim Dong-jin, 2 Kim Jae-sung, 6 Kim Bo-kyung, 5-Kim Nam-il, 11-Lee Seung-ryul, 9 Ahn Jung-hwan,20 Lee-Dong-Guk) All: Huh Jung-moo Arbitro: Frank De Bleeckere (Belgio).

Con due Mondiali vinti, l’Argentina è sempre tra le favorite d’obbligo per la vittoria finale. Tuttavia, dopo la finale persa contro la Germania a Italia ‘90 per un rigore realizzato nei minuti finali di gara da Andreas Brehme, l’Albiceleste non ha più raggiunto le semifinali nelle successive quattro edizioni. Il primo Mondiale vinto dall’Argentina fu in casa nel 1978, quando si impose in finale ai supplementari sull’Olanda per 3-1; il secondo successo arrivò otto anni più tardi in Messico, quando in finale i sudamericani ebbero la meglio sulla Germania Ovest (3-2). Protagonista dell’ultimo trionfo argentino fu proprio Diego Maradona, oggi alla guida dell’Albiceleste, tanto amato da calciatore quanto bersaglio della critica da allenatore, dopo un cammino di qualificazione tutt’altro che esaltante. Il suo travagliato rapporto coi media ha toccato l’apice nella conferenza stampa successiva alla decisiva vittoria contro l’Uruguay, che garantì all’Argentina la qualificazione per il Sudafrica, in cui l’ex pibe de oro si lasciò andare ad un volgare sfogo contro i giornalisti che lo avevano criticato alla vigilia. Da quando è alla guida della Nazionale, Maradona ha utilizzato oltre 100 giocatori diversi, e qualsiasi risultato diverso dalla vittoria della Coppa del Mondo sarà verosimilmente fatale all’ex idolo di Napoli. Ne sa qualcosa uno dei suoi predecessori, Jose Pekerman, costretto a dimettersi nel 2006 dopo l’eliminazione ai rigori subita ai quarti contro la Germania, accusato nell’occasione di avere effettuato le sostituzioni sbagliate. Per vincere i Mondiali, l’Argentina avrà comunque bisogno del miglior Messi, ancora ben al di sotto del proprio potenziale con la maglia della propria Nazionale, ma tra i pochi sicuri di un posto da titolare nell’imprevedibile undici di partenza di Maradona. Tutta la nazione si aspetta dal Pallone d’Oro le stesse magie cui ha abituato i tifosi del Barcellona.

Scatenato come sempre, Diego Armando Maradona nella conferenza stampa alla vigilia di ArgentinaCorea del Sud ha risposto alle critiche di Pelé e Platini, e chiesto maggior protezione per le sue stelle. Contro gli asiatici rimarrà fuori Veropn, mentre Tevez rivendica il suo spazio

DIEGO CONTRO TUTTI: PELE’… – C’è grande ottimismo in casa argentina dopo la vittoria contro la Nigeria nel match d’esordio. Un ottimismo che, se mai ce ne fosse stato bisogno, ha tolto ogni freno inibitore alla lingua di Diego Armando Maradona, nella conferenza stampa tenuta oggi alla vigilia della partita contro la Corea del Sud. Più che ai suoi prossimi avversari, il Pibe de oro ha voluto occuparsi di chi, negli ultimi giorni, ha osato mettere in discussione le sue qualità di allenatore. A cominciare ovviamente da Pelé, che in effetti non era stato particolarmente un signore, criticando la scelta delle federazione argentina di affidare a Diego la panchina della Nazionale, e insinuando che tale scelta sarebbe stata dettata dalla volontà di aiutare un campione in gravi difficoltà economiche. Al nemico di sempre, Maradona ha voluto dedicare peraltro solo un commento lapidario. “Non mi sorprendono le sue parole. Pelé dovrebbe tornare nel museo”. Come dire, io sono ancora protagonista, sia pure a bordo campo, a Pelé invece una panchina non l’ha mai offerta nessuno.

… PLATINI… – Non molto meglio è andata a Platini, reo anch’egli di aver pubblicamente dubitato delle sue qualità di Ct: “Io e lui siamo sempre stati molto distanti, al massimo ci dicevamo ciao e arrivederci. Ma sappiamo come sono fatti i francesi… lui e’ francese e pensa di essere migliore di tutti gli altri”.

… LO JABULANI – Assai poco gradito a Diego è anche il famigerato pallone dei Mondiali, lo Jabulani, responsabile secondo lui dello spettacolo fin qui deludente e dei pochi gol segnati: “Non mi va di entrare in questo argomento, perché ne parlano tutti. Però il pallone sicuramente ha un ruolo decisivo. Chiedo a Pelé e Platini di provare a giocare con il nuovo pallone e controllare com’è, invece di parlare di me”.

VERON FUORI, SI SCALDA RODRIGUEZ – Quanto alla Corea, l’allenatore dell’albiceleste è ovviamente fiducioso: “La vittoria all’esordio ci ha fatto bene, sappiamo che stiamo giocando bene e siamo pronti per la Corea”. Sulla formazione non si sbilancia molto, confemando solo l’assenza di Veron, rimasto a riposo ieri dopo il problema muscolare rimediato contro la Nigeria partita in cui comunquen l’ex giocatore di Lazio e Inter ha tutt’altro che brillato. “Lui vorrebbe giocare, ma non voglio rischiare di perderlo per il resto del mondiale” annuncia Maradona. “Ho fatto la cosa che ritengo più giusta per il gruppo. Ho bisogno di Veron e se lo mettiamo in campo, potrebbe avere problemi più gravi al gemello”. Al suo posto verrà schierato Maxi Rodriguez: “Ha caratteristiche diverse rispetto a quelle di Veron ma ci potrà essere molto utile”. Confermato invece Jonas Gutierrez, anche lui allenatosi a parte dopo il match di sabato scorso: “Nei giorni scorsi ha avuto qualche problema, ma sarà della partita”.

MESSI, NESSUNO COME LUI – Per il resto, probabile conferma di gran parte degli 11 titolari della prima uscita, a cominciare ovviamente da Messi, unica vera stella di questo Mondiale, per il suo mentore: “Ho notato Podolski, Elano, Maicon, ma nessuno mi ha impressionato in modo particolare” commenta infatti Diego. “Nessuno è riuscito a fare neppure il 40% di ciò che ha fatto Messi contro la Nigeria. Leo deve solo stare tranquillo e giocare il suo calcio.” Magari con un po’ più di riguardo da parte degli arbitri: “Gli arbitri devono essere più severi possibili e tirare fuori i cartellini. Messi è un problema per chi deve marcarlo, ma lo spettacolo non deve essere rovinato da certi interventi. Quelli che non vogliono giocare al calcio devono stare a casa”. Chi ritiene di poter dare di più, rispetto a quanto si è visto finora, è Carlitos Tevez, anche lui protagonista della conferenza stampa…

Immagino accada a tutti, indipendentemente dal sesso. Bambini, bambine, per tanti, forse troppi anni, subiscono le scelte dei genitori, della mamma di solito, in fatto di abbigliamento e acconciature. Ricordo, e non sempre con piacere, quando da piccola trovavo ben adagiati sul letto gli abiti che avrei dovuto indossare. E spesso e volentieri non si trattava di scelte che incontravano il mio gusto. Senza contare l’immancabile codino. Quello proprio non lo sopportavo, mamma mi faceva sedere sullo sgabellino davanti allo specchio e, con un pettine che si materializzava di tanto in tanto nei miei incubi infantili, mi pettinava all’indietro la frangetta al punto da paralizzarmi la fronte, o quasi. Ma lo faceva per il mio bene, diceva, per sfoggiare la sua bambolina a scuola, dove peraltro non potevo neanche sognarmi di distruggere la creazione materna. Già, perché mia madre era anche la mia maestra e si sarebbe accorta di tutto…

Poi, con l’avanzare dell’età, i ruoli si sono clamorosamente invertiti. Oggi sono io a consigliare i miei genitori quanto a vestiti e scarpe da indossare. E la bestia nera di casa è mio padre. Sì, perché, non me ne vorrà (potrei limitarmi a non mostrargli il blog…), ma non azzecca mai un abbinamento cromatico. Il sabato mattina è una guerra continua: vederlo uscire di casa per recarsi al supermercato con la tuta sintetica nera e i mocassini marroni è agghiacciante per me che con l’abbigliamento sono un po’ fissata (tutta colpa di mamma!). In tal senso la figlia minore (che sarei io) gioca un ruolo chiave, alla piccola di papà non si può certo dire di no…

Ma questi simpatici siparietti non colorano soltanto le vite di noi comuni mortali. Almeno così pare. Le figlie di Diego Armando Maradona hanno tutta la mia solidarietà. Stufe di vedere il ‘vecchio’ in tuta, sempre e comunque, hanno imposto all’ex Pibe de Oro un cambio di rotta in occasione dei Mondiali. In particolare, Dalma, la figlia maggiore dell’idolo dei partenopei, ha confessato di aver cominciato, prima della Coppa del Mondo, l’attività di persuasione volta a convincere ‘Diego’ a indossare un abito elegante almeno per la rassegna sudafricana. Con il sostegno di Giannina, la sorella più piccola, che, a detta di Dalma, “ha studiato alla Scuola della moda e lo obbligherà a farlo”.

Mission impossible? Assolutamente no! Le Thelma e Louise della famiglia Maradona hanno raggiunto lo scopo. Un Diego Armando Maradona imbellettato in un elegantissimo abito grigio ha varcato la soglia dell’Ellis Park Stadium per la prima partita mondiale dell’Argentina. L’Albiceleste ha superato di misura la Nigeria, inaugurando il proprio cammino mondiale con una vittoria importantissima, e chissà che in futuro non si senta parlare dell’”abito grigio alla Maradona” come di un nuovo portafortuna, un po’ come la cravatta gialla di Galliani…

Tra telecamere che portano a seguire ogni movimento di qualsiasi panchina con un’attenzione seconda solo al voyeurismo del Grande Fratello, neppure ai telespettatori meno attenti sarà sfuggita una particolarità curiosa che riguarda Diego Armando Maradona. Che seguendo l’invito della figlia maggiore Dalmita, aspirante attrice ma viso popolarissimo della tv argentina per la sua partecipazione a diversi show tra i quali “Bailando per un Sueno”, si è presentato in panchina elegantissimo e… con due orologi!

Molti si sono stupiti: perché un conto è vedere Maradona in campo in pantaloncini. Un conto è vederlo sbracciarsi in panchina in completo gessato. Ci faremo l’abitudine: ma quei due orologi non sono sfuggiti neppure agli osservatori dei trend mediatici di questi Mondiali.,

Negli Stati Uniti sono addirittura spuntati un paio di articoli di columnist di moda di un certo richiamo per battezzare la nuova Maradonata, ennesimo eccesso di un personaggio che dell’eccesso ha fatto un’arte e uno stile di vita. In realtà pochi sanno che Maradona indossa due orologi da sempre; per lo meno fin dalla sua prima esperienza lontano dall’Argentina (a Barcellona), facendo diventare quella che lui chiama “un’esigenza di carattere personale” una piccola fissazione. Arricchita da metalli preziosi, cinturini griffati o pietre sontuose.

“L’esigenza” di Maradona è quella di sapere sempre che ora è a Buenos Aires: quindi il Pibe, se non è in Argentina, e anche se il fuso orario varia di pochissime ore, indossa due orologi. A sinistra quello con l’ora di casa sua e a destra quella del paese nel quale è ospite: “Spesso avere due orologi è del tutto inutile – ha dichiarato in passato – tanto sono in ritardo quasi sempre e comunque e la prima persona che ho dovuto assumere alla Maradona Producciones (la compagnia che aprì quando cominciarono ad arrivare i primi soldi pesanti n.d.r.) era una segretaria che mi ricordasse ogni mezz’ora quali erano i miei appuntamenti a seguire”.

Gli orologi, ovviamente, non possono essere normali: sono due Hublot Big Bang Special and Limited Edition con il logo del numero 10 e l’incisione del suo profilo mentre salta con le mani sollevate (come quello che vedete nella foto). Qualcuno dice per alzare un trofeo altri, più malignamente, dicono che Maradona in quel logo abbia voluto far rivivere il famoso gol della “Mano di Dio” segnato all’Inghilterra. Il valore di ogni singolo orologio, limitatamente alla quotazione commerciale, è di circa 20mila euro. Trattandosi di Maradona c’è chi spenderebbe molto di più per averne uno in casa.

Orologi al polso e rosario mariano stretto intorno al pugno della mano sinistra, Maradona ha già il suo soprannome: gli americani lo hanno ribattezzato “the GodFella”, andando a scomodare con un link un po’ azzardato il buon Dio e “Quei Bravi Ragazzi” (the Goodfellas) di Martin Scorsese. Forse per quel suo completino gessato degno del primo Padrino.

Gli orologi da collezione di Maradona furono proprio una delle prime cose che l’erario italiano cercò di incassare, insieme al famoso preziosissimo orecchino che sembra essere stato acquistato da Miccoli, con una battuta d’asta necessaria a pagare i suoi debiti con il fisco. A Napoli se non ricordo male gli sequestrarono direttamente dal polso due Rolex da collezione poco prima di una partita benefica.

Ma i due Hublot sono solo una delle tante esagerazioni di Diego che in Sudafrica ha fatto notizia anche per le bizzarre richieste che la federcalcio argentina ha dovuto presentare per suo conto agli Hotel che ospitano l’Albiceleste.

Camere dipinte di bianco con televisori multifunzione dotati di schermo HD e home theater e complete di un set completo di playstation e videogames. A pranzo e cena i giocatori devono poter scegliere tra almeno dieci primi piatti caldi, accompagnati da 14 diversi tipi di insalata. Pasta a volontà condita con tre tipi di sughi diversi, tre tipi di pudding e gelato artigianale, di crema e di frutta, disponibile sempre, a qualsiasi ora del giorno e della notte.

Maradona è golosissimo di gelato, anche se non credo che così tanta insalata sia per lui: e faccio fatica a ricordare a memoria 14 tipi di insalata. Esistono?

Gelati e orologi non sono l’unica stravaganza sudafricana di Maradona che viaggia, oltre che con il suo set di orologi, con una… tavola per il gabinetto, anatomica, personalizzata e soprattutto preziosa (“perché posso permettermelo e almeno in bagno ognuno ha diritto di fare quello che gli pare” dice lui). Tant’è che quando si è presentato a Pretoria ha subito fatto sapere che il bidet non era adeguato ai suoi standard e ha fatto acquistare e montare da un fornitore on-line con la massima urgenza, quello che viene definito il miglior bidet in commercio: con applicazione elettronica. Appoggio riscaldato, asciugatore termico ad aria calda e maniglie d’appoggio anatomiche, anteriori e posteriori.

Ma se pensiamo che le stranezze siano solo di Diego… beh; proviamo a bilanciare. I brasiliani hanno chiesto sei tipologie di tè e caffè per ogni colazione, merende o spuntino: freddo, caldo e molto caldo. In caraffe distinte e ben riconoscibili. Con tantissimi biscotti, di qualsiasi grandezza, forma e dimensione: ma senza burro né cioccolato.

Gli slovacchi si sono accontentati di due ping-pong e una consolle per giocare a freccette mentre i nordcoreani hanno chiesto solo riso: a disposizione a pranzo, cena, colazione, spuntino, nello spogliatoio, durante i meeting, in tutte le zone comuni del piano dell’hotel che hanno occupato e in tutte le stanze. Riso… ovunque.

Ma adesso che anche loro sanno del bidet elettronico di Maradona un pensiero che li possa portare dall’ostinato comunismo allo sfrenato consumismo occidentale sicuramente li sfiorerà.

Loro, i numeri uno, ce l’hanno messa davvero tutta. La saponetta di Green (Inghilterra), la papera di Chaouci (Algeria), l’auto esclusione (ernia) di Buffon (Italia). Ma il disimpegno dei portieri non allarga la casella dei gol. Il trend è negativo: dopo le 16 partite della prima giornata, dal Sudafrica arriva la media gol più bassa della storia dei Mondiali.

media gol — Se si esclude la Germania (4-0 all’Australia), gli attacchi di tutte le altre non sono ancora pervenuti. A chiusura della prima giornata del primo turno i gol segnati sono stati 25, con una media di 1,56 a partita: è il risultato più basso di tutti i tempi a un Mondiale. Da quando la fase finale del torneo si gioca a 32 squadre, il dato dei gol fatti è sempre stato più alto. In Francia nel ‘98 i gol dopo la prima giornata furono 37, in Corea e Giappone nel 2002 furono 46, in Germania nel 2006 39. Addirittura si segnò di piu’ anche a Italia ‘90 e Usa ‘94 (edizioni a 24 squadre): 27 i gol nel 1990, 30 nel 1994. E ancora, altro primato negativo: la media gol. In questo caso è calcolata su tutte le partite dei Mondiali, ed è la più bassa di tutti i tempi: solo 1,56 gol a partite, meno di Italia ‘90 (2,21 a partita), di Germania 2006 (2,3 a partita) e di Messico ‘86 (2,54 a partita), precedenti record negativi.

autogol e rigori — Nel primo turno in questo Mondiale ci sono stati un solo autogol e un solo calcio di rigore. Il penalty è quello del ghanese Gyan (contro la Serbia), come in Germania nel 2006, mentre in Corea e Giappone 2002 furono concessi 5 rigori, in Francia nel ‘98 e negli Stati Uniti nel ‘94 furono 2, in Italia nel ‘90 furono 3. Un solo autogol: quello del danese Agger a favore dell’Olanda, anche qui in linea con Germania 2006 e con Usa 94. Furono cinque a Francia ‘98, tre in Corea-Giappone 2002, nessuno in Italia. Tra gaffe, papere e autogol, il peggiore è stato l’autogol della Fifa, che ha fatto riconsegnare la Coppa a Viera.

LE GRANDI DA ITALIA ‘90 — I tedeschi confermano la regola del 4: 4-0 all’Australia. Alla prima giornata, segnarono 4 gol anche in Germania (4-2 al Costarica), in Italia nel ‘90 (4-1 alla Jugoslavia) e in Corea e Giappone nel 2002 ne rifilarono 8 all’Arabia Saudita. Il Brasile vince sempre alla prima: nel ‘90 2-1 alla Svezia, nel ‘94 2-0 alla Russia, nel ‘98 2-1 alla Scozia, nel 2002 2-1 alla Turchia, nel 2006 1-0 alla Croazia, oggi 2-1 alla Corea del Nord. L’Argentina di Maradona replica l’avvio di Corea e Giappone, quando stese 1-0 la Nigeria. La Francia è partita al piccolo trotto: 0-0 con l’Uruguay, come nel 2006 contro la Svizzera. L’Italia nelle ultime edizioni aveva abituato a soffrire meno nella gara d’esordio: 1-0 sull’Austria a Italia ‘90, 2-2 con il Cile a Francia 98, 2-0 sull’Ecuador nel 2002, 2-0 sul Ghana in Germania. Il pari 1-1 con il Paraguay ci riporta indietro di 12 anni. Ma tra le storie che raccontano partenze da un punto, un passo piu’ indietro c’è un’altra fermata: in Spagna, anno ‘82, quando gli azzurri sudarono per uno 0-0 con la Polonia.

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