(Virginia Di Marco) – RAMALLAH, 3 LUG – Un sorridente Yasser Arafat ha accompagnato il pareggio (1-1) della nazionale palestinese che oggi ha giocato una storica partita in casa, a Ramallah, contro la nazionale dell'Afghanistan. I ritratti dell'indimenticato leader dell'Olp erano infatti ovunque ed hanno 'benedetto' la prestazione della giovane squadra palestinese impegnata nelle qualificazioni per i mondiali che si svolgeranno in Brasile nel 2014. E' finita cosi' 1-1 la partita Palestina-Afghanistan, con i supporter palestinesi che a piu' riprese hanno sostenuto gli undici giocatori al grido di ''Allah u-akhbar'' (''Allah e' grande''). Ma nonostante il risultato poco brillante il match di oggi entra di diritto nella storia del calcio palestinese: la nazionale maggiore ha debuttato in casa, nello stadio di al-Ram, dopo anni di partite giocate su campi neutri, per lo più in Qatar, per ragioni di sicurezza o a causa delle pesanti restrizioni di movimento imposte da Israele a giocatori e staff tecnico palestinesi. Non è però la prima volta in assoluto che l'erba sintetica dello stadio di al-Ram – ottomila posti, costruito di recente tra Gerusalemme e Ramallah – viene calcata da una rappresentanza nazionale palestinese per una qualificazione internazionale. Alcuni mesi fa, la squadra olimpica aveva giocato (e perso) qui la partita valida per i preliminari delle Olimpiadi di Londra 2012. Ma l'incontro di oggi è il più significativo. Malgrado l'importanza della partita, tuttavia, lo stadio si riempie alla spicciolata, e non del tutto: ma chi è dentro fa del suo meglio per farsi sentire. Dalle 17 il campo Faisal al-Husseini di al-Ram, risuona di cori, singulti di trombette a pressione e musica ritmata di tamburelli. A pochi minuti dall'inizio della partita, dagli spalti parte un propiziatorio ''Allah è grande''. E forse l'invocazione funziona: il primo gol lo segnano i palestinesi, quasi per caso. Un tiro senza troppe speranze effettuato da metà campo dal numero 17, atleta di Gaza, coglie impreparato il portiere afgano e si trasforma in rete al ventesimo circa del primo tempo. L'immagine sorridente di Yasser Arafat, raffigurata un po' dappertutto, sembra apprezzare il risultato. In tribuna d'onore, il premier palestinese Salam Fayyad osserva compiaciuto, piluccando un grappolo di uva. Il capo dell'esecutivo non si scompone neanche quando un pallone vagante lo colpisce. Al suo fianco siede Jibril Rajoub, capo della Federcalcio palestinese e artefice di quella che la stampa ha definito la ''rinascita'' del calcio locale. I padroni di casa, guidati dal commissario tecnico franco-algerino Moussa Bezaz, speravano di doppiare il successo della partita di andata, giocata il 29 giugno in Tagikistan e vinta dai palestinesi per 2 a 0. Nel secondo tempo il pareggio afgano tradisce questa speranza: ma apparentemente l'umore del pubblico si guasta solo un po'. Le nazionali di questi due popoli travagliati e in cerca di pace hanno regalato ai loro tifosi 90 minuti di normalità . E questo forse è il risultato più importante. .
