Tra uno sketch in francese e qualche risata persino sulle polemiche scatenate dalle frasi di De Rossi (“sono rose e fiori, rispetto al 2006”), Marcello Lippi chiude la prima parte del ritiro premondiale in quota con una certezza: “Non riparto da zero, ma in poco tempo sto lavorando a un’idea di Italia ben precisa: una squadra moderna, con una sola punta e nove che difendono e attaccano. Ai giocatori ho detto “vi ho dato fiducia, ora pretendo che mi dimostriate la vostra facendo tutto quel che vi chiedò”, le parole del ct in carica prima di 24 ore di pausa azzurra. Sa molto di Mourinho, non fosse che il Lippi leader unico ha semplicemente rispolverato il suo cliche migliore. E neanche gli interessa il paragone col portoghese, se come ricorda “già nel ’94-’95 Ravanelli e Vialli correvano indietro fino alla bandierina di calcio d’angolo, dando l’idea di una squadra compattissima. Ed erano 15 anni fa, se non sbaglio…”. Risolto il problema della primogenitura, Lippi spiega perché nella prima settimana di lavoro che lo rende “molto soddisfatto” abbia provato Marchisio trequartista davanti a Pirlo-De Rossi, e perché intenda usare Chiellini come terzino sinistro. Le risposte, ovviamente, non virano sulla mancanza di numeri 10 né sulle carenze difensive. “La fiducia dei giocatori la percepisco – è stata piuttosto la spiegazione – ma la devono dimostrare mettendosi a disposizione completa, e giocando dove dico loro di giocare”. “L’Inter, certo, ma non c’é solo la vittoria in Champions – ribadisce Lippi – la tendenza del calcio moderna è questa, una sola punta vera e nove a difendere e attaccare, a prescindere dal numero di giocatori offensivi. E’ chiaro, più talenti hai per farlo e più è devastante. Ma l’idea di gioco è quella”. Diversa dal 2006, quando il tecnico poi campione del mondo parlava di ‘tre giocatori offensivi, a prescindere dai ruoli, e il resto dietro a difendere’. E soprattutto un progetto molto più in fieri, rispetto a quello di quattro anni fa. Con Camoranesi in calo e senza più Totti, dopo l’esclusione di Grosso, c’é da lavorare molto su nuovi assetti. Alla fine sarà un’Italia molto più nuova di quel che si pensasse fino a un anno fa. “Voglio una squadra compatta, capace di difendere in blocco e poi ripartire in modo veloce e pericoloso”, la linea tracciata. Marchisio dietro il centravanti è un’idea che affascina Lippi “perché è tra tutti i centrocampisti quello che più di tutti va senza palla. Deve rientrare, ma l’idea mi piace molto”. Palombo difensore centrale è invece solo un’alternativa per l’emergenza. L’esperimento del doriano apre il discorso dei cinque tagli da effettuare entro martedì. “Dispiacerà come dispiace per quelli che non son qui tra i 28: ma tutti i ragazzi passati per questi due anni sanno che l’Italia non finisce qui, ci sarà l’Europeo e un altro Mondiale”, dice nel giorno dell’accordo Figc-Prandelli per il prossimo quadriennio. “Pazienza e saprete”, taglia corto. Con Sirigu (a meno di complicazioni per l’infortunato Marchetti), Bocchetti, Cossu, sembrano destinati a restare a casa Quagliarella e Rossi. Sempre che il ct non consideri un lusso portarsi oltre a Gilardino e Pazzini anche Borriello, come centravanti. “Non fate i furbi”, dice col sorriso, prima di protestare con chi prova a tradurgli la domanda dell’inviato di France Soir. “Parlo benissimo il francese….”. Il minimo, dopo il trionfo del 2006.
