Mondiali Nuoto, 50 sl. Sprint da fenomeno. La prima volta di Dotto è d'argento

SHANGHAI, 30 LUG – Cresciuto nel mito di Popov, ma anche di 'Pisolo'. E poi finisce che al primo mondiale vinci l'argento nella gara che e' sprint puro. Luca Dotto, da Tombolo – seimila anime equidistanti da Padova e Venezia – e' il primo azzurro a trasportare la generazione '90 tra l'Italia che nuota e vince: a Shanghai gli sono bastati 21''90 per mettere il suo nome tra due mostri dei 50 stile, come Cesar Cielo (campione confermato con lo scivolo del Tas che ha chiuso un occhio sul suo caso doping) e il ciclopico (adesso un po' meno) Alain Bernard. Il ragazzino vissuto nella provincia veneta ha compiuto la sua grande impresa, perche' alla seconda finale individuale in questo mondiale che gli spalanca le porte olimpiche si ritaglia un podio che e' un vero e proprio 'boom', piu' che solo una sorpresa.

Lo sprinter azzurro, faccia da film – somiglia a uno dei bellissimi del grande schermo, Kim Rossi Stuart – e indolenza poco conciliante con le fatiche natatorie, e' un talento puro per dirla alla maniera di chi lo allena a Roma. Dotto e' infatti emigrato dal paesino che pure ha dato i natali a un altro azzurro, il calciatore Dino Baggio, e nella Capitale ha trovato l'humus naturale con Magnini and c. per diventare da aspirante campione ad argento mondiale. ''Ero determinato a fare qualcosa di grande – racconta con l'adrenalina a mille il 21enne – ed e' venuta fuori una gara pazzesca. La mia partenza non e' mai un granche', poi ho perso il braccio sinistro e sott'acqua ho cominciato a imprecare. Sono riemerso e guardando Cesar mi sono esaltato. Ora stare in mezzo a questi due giganti mi fa impressione. Sono il vice-Bolt''.

Il suo idolo pero' e' lo zar della velocita', Alexander Popov: a lui si e' sempre ispirato quando ha cominciato a nuotare. Uno sport che gli viene naturale, quasi come mangiare la carbonara che gli prepara mamma Guglielmina (istruttrice di nuoto, papa' Fabrizio e' ferroviere): se non fosse per una certa sonnolenza che gli ha fatto guadagnare in nazionale e non solo il soprannome del piu' pigro dei sette nani. ''Io in piscina sono uno scansafatiche, non sono di quelli che lavora come un matto – dice sorridendo -: la verita' e' che mi piace dormire…''. Ma anche leggere (di tutto eccetto gli horror, ''mi fanno paura''), andare in giro a Roma a fare shopping e tornare a casa dalla sua famiglia. La fatica piu' grande, insieme al nuoto, e' pero' sincronizzarsi con la sua fidanzata, Rossella Fiamingo, spadista della nazionale, anche lei in giro per il mondo con le gare. ''E' lei che mi ha detto di crederci – dice il vicecampione mondiale dei 50 stile – e la dedica va ai miei genitori che hanno fatto tanti sacrifici per me''. Nessuno avrebbe scommesso, o almeno non cosi' presto, su questo ragazzo – 1,92 per 80 chili, esile rispetto agli altri giganti -. Lui si'. ''Da quando ho vinto il mondiale junior ho capito che la strada era giusta – racconta – certo dovro' mettere su qualche chilo, perche' di lato sono praticamente bidimensionale…''.

Tifoso della Juve e del Cittadella, appassionato di motori (ha un Audi con cui fa volentieri il viaggio da Roma a casa, uscita Padova Est), si definisce ''metereopatico'', poco incline alla vita mondana. Qui a Shanghai il ragazzo ''tranquillissimo'', che regala all'Italnuoto la quinta medaglia in vasca, la terza al maschile dopo la doppietta sempre d'argento di Fabio Scozzoli, e' stato sempre in contatto con la famiglia e Rossella tramite Skype, a Roma Nord dove vive con altri nuotatori si concede qualche uscita: poi tv, playstation, studiando il calendario delle gare per incrociare almeno una volta al mese la sua ragazza. ''La cronaca rosa? Non mi riguarda, io non vedo l'ora di tornare dalla mia fidanzata – dice rispondendo a chi allude al gossip Pellegrini-Magnini – se penso a quello che ho fatto non realizzo. Fino a due anni fa questi mostri li guardavo alla tv, e ora sono in mezzo a loro''. E se il Tas avesse fermato Cielo quell'argento – che Dotto non smette di toccare – sarebbe oro? ''Pensarci e' fatica sprecata: spero che Cielo sia pulito, sta bene che lui ha vinto e che io sono il vicecampione''. Al primo mondiale, altro che Pisolo. Decisamente piu' Popov.

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Emiliano Condò