BRNO (REP. CECA), 14 AGO – E' stato zitto fino ad oggi, Valentino Rossi: dopo i primi pareri espressi durante il Gran Premio della Catalogna, non aveva praticamente più parlato del Gp del Giappone, originariamente in programma il 24 aprile scorso e poi rinviato al 2 ottobre in seguito al disastroso sisma/tsunami dell'11 marzo. Se prima l'idea era di aspettare notizie certe dal Paese sulla situazione dell'inquinamento radioattivo proveniente dalla centrale nucleare di Fukushima, ora le idee del nove volte campione del mondo appaiono più chiare. "Io ho paura di andare in un posto dove c'è una centrale nucleare fuori controllo e dove si succedono con costanza terremoti. Adesso dopo i test tornerò a casa e penserò sul da farsi, ma di certo non sono tra quelli che vogliono andare", ha detto oggi a Brno dopo il Gran Premio della Repubblica Ceca, dove si e' classificato sesto. Il clan Rossi ha iniziato dunque a sbilanciarsi dopo i tentennamenti di Casey Stoner e di Jorge Lorenzo, che in un primo momento sembravano convinti della scarsa sicurezza del Gp del Giappone. "Non ho parlato fino ad ora – ha detto ancora Valentino – perchè credevo che il buonsenso prevalesse e invece ci dicono che tutto va bene. Secondo me è anche poco rispettoso andare fin li' per una corsa in moto. Noi non facciamo un lavoro che ci obbliga ad andare in posti pericolosi perchè aiutiamo la gente, questo non è il nostro mestiere. Noi facciamo uno spettacolo e a me non interessa sapere che ho una assicurazione che mi curerà se starò male, vorrei non correre questi rischi". La situazione dunque è tesa, almeno per quanto riguarda il fronte Ducati. "La mia squadra e quelli che lavorano con me – ha detto ancora Rossi – non vogliono andare". Se si passasse dalle parole ai fatti e la Ducati non partisse, non ci sarebbe per il pubblico giapponese il beniamino numero uno. Da quando Rossi corre, infatti, si precipitano sulle pista di Motegi migliaia di fan del 'dottore', molti dei quali fanno a gara per essere identici nei vestiti e nell'aspetto a Valentino. Con questa ferma presa di posizione, il campione di Tavullia, inoltre, da' voce a tutta quella parte del paddock che finora non ha potuto essere ascoltata, quella dei tecnici, meccanici e cuochi che con il circo mondiale viaggiano e non sono affatto tranquilli nel dover affrontare una trasferta del genere. .
