LIEGI (BELGIO), 7 GIU – Ci voleva una vecchia volpe del calcio mondiale come Giovanni Trapattoni per fare lo sgambetto alla corsa leggera della nuova Italia. La prima stagione di Cesare Prandelli azzurro si chiude cosi' come s'era aperta, una sconfitta in amichevole che interrompe la striscia positiva che continuava proprio dall'1-0 del 2010 contro la Costa d'Avorio. Stavolta e' addirittura un 2-0, peggior risultato della nuova era, ed e' il modo piu' brutto per chiudere l'anno e andare in vacanza, per non parlare del dei 20.000 italiani di Liegi accorsi ad applaudire (e comunque contenti, alla fine). Quanto all'immagine, forse e' davvero troppo chiedere solo alla nazionale di riscattarla dalle tempeste e gli scandali. E poi, sara' la simpatia di Trap, zuppo come un ragazzino sotto la pioggia anche questa sera mentre si sgolava a chiedere ai suoi i raddoppi di marcatura. Sara' che l'Irlanda e' stata premiata dall'unico tiro in porta e da un contropiedone finale, anche un po' oltre i suoi meriti. Ma la sconfitta di Liegi fa meno male di quella alla prima. Semmai, e' un piccolo granello di sabbia nell'ingranaggio azzurro, e una conferma di quanto sostenuto finora da Prandelli: la nazionale ha fatto finora solo il minimo sindacale. Stasera in campo, spartito e interpreti, era la stessa Italia vista brillare a Modena, a parte Cassano rimasto 90' in panchina. Eppure tutto e' apparso piu' macchinoso, meno fluido, assai meno naturale. Poteva addirittura esser pari, fino al raddoppio di Cox al 90', ma e' stata l'Italia a fare troppo poco per meritarlo. Ora arriveranno test piu' impegnativi, a cominciare da quello del 10 agosto contro la Spagna. E forse non e' neanche giusto chiederle di riscattare tutta da sola l'immagine del calcio italiano, travolta dallo scandalo scommesse. La rimpatriata con il vecchio Trap era cominciata con un abbraccio collettivo a centrocampo, un'ora prima della partita, Cassano in testa. Poi, una volta vestita la tuta verde, il ct dell'Irlanda sfodera fischi e urla da repertorio dalla panchina e i suoi ragazzi volenterosi mettono subito pressione all'Italia, tra corsa agonismo e pioggia battente. Lineare ai limiti dello scontato il 4-4-2 della nazionale di Dublino – stasera in insolita tenuta nera – mentre Prandelli ribadisce il modulo con tre centrocampisti e Montolivo dietro alle punte, anche se e' spesso Pirlo a scambiarsi. L'esperimento vero sarebbe il centravanti che da' profondita' (Pazzini) al fianco di una punta leggera (Rossi), invece per una buona ventina di minuti arrivano solo le palle alte scongiurate dal ct. Gli spazi sulle corsie sono presidiati dall'ordine del Trap, Montolivo e' inefficace e il centrocampista piu' utile e' Nocerino, uno grinta e corsa. Insomma, e' un'Italia bloccata. Al 13' ci scappa persino l'errore del regista della Fiorentina ma sul contropiede Keogh-Long il secondo spreca al lato. Solo al minuto 19' il primo sussulto dei tanti emigranti italiani presenti, la punizione di Pirlo si stampa sulla barriera. Prova a trovare la profondita' Marchisio, al 25', la sua palla a destra per Pazzini diventa un tiro alto. Come quello di Nocerino da fuori, due minuti piu' tardi, sembra il segnale di una piccola scossa. Soprattutto per Rossi, mobile come contro l'Estonia venerdi' ma meno efficace. La prima cosa bella e' al 31', movimento e palla per Marchisio in area, in uscita blocca il portiere Forde. L'Italia ha appena cominciato a girare piu' fluida e arriva la doccia fredda di Andrews, una punizione rasoterra che al 36' sorprende Viviano e fa esultare l'Irlanda. Trap invece no, preferisce sgolarsi subito sotto la pioggia per la fase difensiva dei suoi, quando gli azzurri provano la reazione. Che arriva al 39' con una bella combinazione da sinistra a destra Pirlo-Rossi-Cassani, in area Pazzini mette fuori sottoporta il rimpallo. L'alto numero di cross dice pero' che l'Italia non e' quella chiesta da Prandelli. Il secondo tempo porta Palombo per Pirlo e Matri per Rossi, piu' la voglia azzurra di rimonta. Due volte Criscito scappa a sinistra sul fondo e due volte e' steso a terra, Matri da' piu' profondita' al gioco e tra 7' e 9' si trova due palloni buoni tra i piedi in area, il primo sfuggito sul bagnato il secondo messo malamente fuori. Pazzini invece e'fermato dal fischio dell'arbitro per un mani in area, prima del cambio con Gilardino che va in coppia con quello Giovinco-Nocerino. Il piccolo fantasista si piazza dietro la coppia d'attacco e la sua rapidita' di gambe apre immediatamente spazi. L'Italia fatica ugualmente a sfruttarli, anche se ora le palle dalle fasce sono cercate, e non frutto dell'impotenza. Poche le occasioni create e quasi sempre c'e' Matri. Come al 21' su lancio di Montolivo ma e' fuorigico o due minuti piu' tardi quando l'attaccante gira di testa fuori un bel cross dal fondo di Cassani. Ci prova Giovinco su punizione, il suo destro a giro e' alto. Spiccioli di partita offrono un bell'assist ancora di Giovinco per Matri, intercettato. Ancora il talento-mini su punizione, al 38', va vicino al pari. E invece arriva allo scadere la fuga di Hunt e il raddoppio di Cox. Complimenti al Trap. E fortuna che la sua Irlanda non e' nel girone dell'Italia, senno' sai le diavolerie.