SHANGHAI (CINA), 16 LUG – La storia degli integratori 'contaminati' non tiene, e contro il doping tornano i controlli ematici. La Federazione internazionale di nuoto, in materia di doping indotto da presunti prodotti camuffati dentro altri vuole mostrare il pugno duro: in attesa che il Tas in trasferta a Shanghai, dove sono cominciati i Mondiali dell' acqua, si esprima sul caso di Cesar Cielo Filho – il campione brasiliano trovato positivo a un diuretico (furosemide) e che si e' difeso additando appunto un integratore come causa di quei valori anomali riscontrati nelle urine – i vertici della Fina hanno ammonito gli atleti a vigilare su quello che assumono.
E intanto preparano il ricorso contro la decisione della Federazione brasiliana di limitarsi a una sola reprimenda per i quattro nuotatori positivi (oltre a Cielo pizzicati anche Nicholas Santos, Henrique Barbosa e Vinicius Waked). Il Tribunale arbitrale dello sport trattera' l'appello mercoledi' prossimo e la decisione anche sullo sprinter sudamericano, oro ai Mondiali di Roma nei 50 e 100 stile libero, arrivera' non piu' tardi del 22 alla vigilia dell'inizio delle gare iridate in piscina.
Il direttore esecutivo della Fina, Cornel Marculescu, ha evitato di parlare direttamente del caso di Cielo (l'atleta dal canto suo ripete che la positivita' e' stata indotta da un integratore che prende abitualmente e che sarebbe stato contaminato) ma ha sottolineato la necessita' da parte dei nuotatori di controllare cosa ingeriscono nella dieta di tutti i giorni. ''E' il rischio che si corre quando si assumono integratori – ha detto Marculescu – e comunque non c'e' bisogno di prenderli, nello sport se ne puo' fare decisamente a meno''. La Fina fara' i normali controlli sulle urine sugli oltre 2000 atleti presenti a Shanghai, ma proprio per tenere alta la guardia – anche alla luce del caso del brasiliano – ripropone i controlli sul sangue proprio ai Mondiali cinesi. L'ultima apparizione dei test ematici era stata al torneo iridato di Montreal, nel 2005. ''Spero che non ci siano test positivi, so che abbiamo atleti puliti: noi facciamo controlli tutto l'anno ed e' la forza della nostra lotta al doping. I test sul sangue servono per scoprire la presenza di epo: niente di nuovo, lo abbiamo gia' fatto in passato'', ha ribadito Marculescu.
Il caso Cielo ha scoperto i nervi in materia di doping: il Brasile ha minimizzato ma la Federazione vuole vederci chiaro.