ROMA – Il no di Mario Monti alla candidatura olimpica per Roma 2020 mette a rischio la costruzione degli stadi di proprietà nella capitale. Ne è convinto Fulvio Bianchi che, nel suo blog di Repubblica “Spy calcio” racconta che dopo il veto del governo “gli americani (proprietari della Roma, ndr) sembrano un po’ disamorati e hanno capito forse che fare un nuovo stadio in Italia è un’impresa ciclopica, o quasi”.
Anche perché, è l’analisi di Bianchi, la Roma è già alle prese con un nuovo e impegnativo aumento di capitale. E gli investimenti legati alle olimpiadi avrebbero fatto comodo. Come? Con finanziamenti che dopo il no di Monti non arriveranno più. “Di sicuro – scrive ancora Bianchi – sono fermi i progetti per gli stadi di Cagliari, Udine, Palermo, eccetera. E il no olimpico mette nei guai seri anche Roma e Lazio: sì, perché nel piano era prevista una spesa non sono per rimodernare l’Olimpico (già a norma Uefa) ma anche per nuovi impianti a Roma e in Italia. Circa 100 milioni di euro, oltre a 35 per il Flaminio”.
Chi invece non sembra fare una piega è il presidente della Lazio Claudio Lotito. Il tutto nonostante la legge sugli stadi sia ferma da tempo immemore in commissione. Al punto che la Juventus ha preferito fare tutto da sola. Lotito, invece, racconta Bianchi, all’idea dello stadio non ha mai rinunciato: “Lo stadio della Lazio è fra i suoi sogni, anche se adesso è molto impegnato a Salerno e sta guardando anche con attenzione al Pergocrema e al Bolzano (lì forse c’è la possibilità di fare un impianto con centri commerciali, eccetera)”.