ROMA, 05 AGO – Rischia 5 anni di squalifica piu' la radiazione, e altri 5 anni di stop in continuazione, ma e' colpevole di essere solo un millantatore e uno scommettitore incallito.
Questa la linea difensiva dell'avvocato Paolo Rodella, uno dei tre legali di Marco Paoloni, ex portiere di Cremonese e Benevento, coinvolto nel processo sul calcioscommesse scaturito dall'indagine avviata dalla Procura di Cremona sull'inchiesta 'Last Bet'.
Il giocatore e' presente, assieme alla moglie, all'Hotel Parco dei Principi a Roma dove e' in corso l'ultima fase del dibattimento davanti alla Commissione disciplinare.
Nella fase iniziale dell'arringa difensiva, Rodella (che difende anche Luciano Moggi nel procedimento penale in corso a Napoli su Calciopoli) sottolinea di essere ''atterrito dalle esigenze di celerita' del processo, da questa ristrettezza di tempi che mal si concilia con tutto quello di cui si discute in dibattimento.
Ancora non si sono rimarginate le ferite di Calciopoli e, dopo tanti, anni si stanno commettendo gli stessi errori. Non e' possibile che il ritmo del procedimento disciplinare debba essere dettato dai tempi del mondo del calcio''.
Parlando della posizione di Paoloni, poi, Rodella spiega che ''la condotta di Marco e' censurabile dal punto di vista disciplinare, la sua e' stata una condotta grave. Ma non puo' essere visto come la figura centrale di questo processo.
La sua vicenda, personale ed umana, e' tristissima, e' malato per il gioco, partecipa a un programma terapeutico per combattere la sua dipendenza dal gioco d'azzardo''.
Che, secondo la difesa, lo ha trascinato dentro questa vicenda. ''Subiva una pressione costante da Erodiani (titolare dell'agenzia di scommesse di Pescara dove giocava a credito, ndr), che gli era stato presentato da Pirani (il dentista anconetano arrestato e ritenuto dagli investigatori uno dei personaggi chiave dell'intera vicenda, ndr), per convincerlo ad appianare i suoi debiti di gioco – l'arringa difensiva di Rodella -.
Non avendo le risorse finanziarie per rientrare dei soldi persi, entra in una spirale che lo porta in una situazione catastrofica. E' disperato, travolto anche da una crisi familiare con la moglie. E qui si materializza il disegno criminale con la telefonata tra Erodiani e Pirani, in cui quest'ultimo ammette di 'tenerlo per le palle. Cosi' almeno ci fa le partite'''.
''Marco finge di aderire a questa richiesta, comincia a millantare, ad inventare colloqui con giocatori, vendendosi partite su cui invece non faceva altro che pronostici – continua Rodella -. Ma il piu' delle volte non indovinava, portando a minacce ancora piu' gravi e pressanti, anche da parte degli altri scommettitori. Tutti sconosciuti a Paoloni, ma a cui Erodiani e Pirani avevano girato le false dritte da giocare''.
''Paoloni parla solo con Erodiani, millanta, ed Erodiani si vende le false dritte agli scommettitori a completa insaputa di Marco – conclude Rodella -. Se passa questa tesi, come spero, il procedimento disciplinare subisce un ridimensionamento clamoroso. Paoloni sarebbe uno dei soggetti maggiormente attivi nell'associazione? Ma lui no ha fornito alcun contributo al sodalizio degli scommettitori''.
