ROMA, 28 LUG – Maternita' e pensioni per gli atleti ''non professionisti''. Sono le nuove norme in materia previdenziale previste dalla 'legge Di Centa', approvata all'unanimita' dalla Camera, ora in attesa del vaglio del Senato.
Per la prima volta, le giovani mamme che praticano sport di ''interesse nazionale'' potrebbero avere diritto ad un congedo obbligatorio e alla corresponsione di un'indennita' di maternita', cosi' come accade per le altre lavoratrici. Le tutele previste dalla legge sono analoghe a quelle delle lavoratrici del settore del commercio. Ma oltre alla maternita', gli atleti ''dilettanti'' potrebbero godere anche di una pensione.
''Gli atleti e le atlete non professionisti – si legge nel testo del provvedimento – non iscritti ad alcuna forma obbligatoria di previdenza, che abbiano praticato per almeno un anno discipline di interesse nazionale, possono riscattare a fini previdenziali i periodi di svolgimento dell'attivita' sportiva''.
La normativa consente di poter riscattare fino a cinque anni di contributi e si stima che siano circa 10 mila i soggetti interessati. Dal beneficio sono esclusi gli atleti che godono di sponsorizzazioni o che gareggiano per le Forze armate.
''E' una conquista importantissima che riconosce piena dignita' lavorativa a chi ha speso la propria giovinezza cimentandosi in competizioni che non godono di sponsorizzazioni milionarie ma che pure incidono nella memoria e nel sentimento nazionale, onorando la nostra bandiera'', commenta Manuela Di Centa (Pdl), ex medaglia d'oro alle Olimpiadi invernali, sottolineando che ''finalmente, una volta che la legge passera' il vaglio del Senato, le atlete in maternita' avranno l'identica tutela di qualunque altra lavoratrice''.
Per il ministro del Welafare, Maurizio Sacconi, si tratta di ''una norma doverosa'' ed ''e' importante che gli atleti, persone famose e conosciute, siano testimonial della procreazione, che e' il compimento di una vita e non un ostacolo''. Plaude anche il ministro per le Pari Opportunita', Mara Carfagna, che sottolinea come ''l'Italia sia il primo Paese in Europa a tutelare la previdenza delle atlete non professioniste''. Questa norma ''tutela le famiglie degli atleti", conclude il presidente dell'Inps, Antonio Mastrapasqua.
