DORTMUND- La nuova Italia di Cesare Prandelli e’ nata, forse, li’ dove l’azzurro ha brillato di piu’ negli ultimi anni.
La nazionale torna da Dortmund, lo stadio della semifinale 2006, con un 1-1 che vale molto di piu’ del pari in amichevole e dell’ennesima delusione lasciata nelle mani della Germania. ”Si’, ho visto stasera la mia Italia piu’ bella. Attenti, siamo solo all’inizio di un ciclo. Ma io sono convinto che sara’ vincente”. L’appuntamento e’ per il 25 marzo a Lubiana, la trasferta in casa della Slovenia e’ passaggio cruciale per la qualificazione all’Europeo.
Il piccolo esame di maturita’ tedesco e’ pero’ superato a pieni voti, per il ct azzurro. ”E’ stata una bella partita, tutte e due le squadre volevano vincere – la sua analisi nel dopopartita – Se abbiamo colmato le distanze dalla squadra rivelazione di Sudafrica 2010? No, il divario e’ ancora notevole per tanti motivi: sono contento, ma dobbiamo dare continuita’ a questa prestazione, che e’ stata la prova migliore in assoluto. E’ solo l’inizio di un cammino, che per me puo’ essere vincente”. La soddisfazione e’ aver tenuto botta alla Germania di Loew, anzi aver addirittura meritato di vincere. ”Loro lavorano da tre anni, per questo sono molto avanti: noi ini questi giorni a Coverciano avevamo detto che dovevamo pressare e attaccare gli spazi, ci siamo riusciti – fa notare Prandelli – Pero’, dovevamo sfruttare di piu’ le occasioni quando avevamo la superiorita’ numerica”. Il ritornello di una vittoria che sarebbe stata piu’ giusta e’ lo stesso dei giocatori, Prandelli ovviamente bada di piu’ alla prestazione. E poi sulla sua strada ha trovato quel Klose che lo aveva gia’ punito in Bayern-Fiorentina, in Champions.
”Ma ora non dite che e’ il mio incubo: mi ha salutato prima della partita, abbiamo ricordato la sfida dello scorso anno. Ha trovato la sensibilita’ di venirmi a salutare, oltre che un gran giocatore e’ un ragazzo di spessore”. Prandelli parla dei singoli. ”Thiago Motta doveva dare personalita’ ed esperienza, per giocare tra le linee: nel primo tempo aveva difficolta’ perche’ i compagni erano troppo attaccati, anche per questo ho cambiato posizione a De Rossi, avanzandolo”.
Le indicazioni migliori arrivano dai giovani: ”In Ranocchia ho sempre creduto – ricorda il ct – ha margini di miglioramento enormi, ma ha lucidita’ in tutte le parti del campo. Le coppie d’attacco? Avevamo deciso la staffetta da prima, al di la’ della bella prestazione di Pazzini e Cassano. Rossi ha dimostrato di avere una brillantezza fisica straordinaria, e la qualita’ che ha sempre avuto: lo seguiamo e in campionato e’ sempre tra i migliori….”. E ora sta arrivando anche in azzurro. Per riportare fiducia, cominciare un nuovo ciclo.
