Roma: 10 anni fa lo scudetto. Rosella Sensi: "E' di mio padre"

ROMA, 17 GIU – Nella giornata in cui la nuova Roma prende corpo, quella vecchia celebra il decennale del suo terzo scudetto. Il tricolore, conquistato il 17 giugno del 2001, e' stato infatti ricordato dalla presidentessa uscente Rosella Sensi, che ai primi di luglio lascera' la guida del club a Thomas DiBenedetto. ''Abbiamo vinto poco, ma ricordare queste giornate e' importante – le sua parole ai microfoni della trasmissione radiofonica ''Te la do io Tokio'' -. E' una ricorrenza speciale per tutti noi tifosi, ma oggi voglio ricordare mio padre Franco perche' so quanto ci teneva a regalare questo scudetto ai tifosi e sarebbe stato giusto ci fosse stato lui''.

''Io mi sento un ex presidente anche se sto chiudendo alcune formalita' – ha quindi aggiunto la Sensi -. Il mio 17 giugno e' quello di 10 anni fa. E se avessimo vinto due anni fa sarebbe stato di Franco Sensi perche' e' lui che ha iniziato un qualche cosa di magico per questa societa'. L'ha presa in una condizione critica e l'ha fatta crescere. Io credo di aver continuato quello che voleva lui, ho fatto tutto con grande amore ma non accostatemi a papa': quello che ha fatto Franco Sensi rimarra' nella storia della Roma. Poi lasciamo il futuro parlare per chi la rendera' altrettanto grande, perche' bisogna permettere agli altri di lavorare, la storia si fa con i fatti e lo faranno gli altri. Io glielo auguro con tutto il cuore''. La Sensi e' poi intervenuta anche a Sky Sport 24 dove ha voluto sottolineare ancora una volta che ''artefice di quello scudetto fu mio padre e il mio pensiero oggi va a lui che era solito ripetere in quegli anni 'ce l'ho fatta, sono riuscito a regalare un sogno a questi tifosi'. I calciatori? A me piace ricordare tutti. In primis Francesco Totti: e' rimasto sempre il nostro simbolo''. E sempre a Sky e' intervenuto anche Fabio Capello, allenatore della Roma nel 2001 e oggi commissario tecnico dell'Inghilterra, che di quel giorno ha ''bei ricordi, ma anche la preoccupazione dell'invasione di campo anticipata da parte dei tifosi della Roma, il timore di perdere a tavolino''. ''Un'altra immagine che mi e' rimasta, non molto positiva – ha pero' ricordato Capello – e' che non abbiamo festeggiato la sera stessa, quella sera eravamo dispersi per Roma, io sono andato a trovare Montella, Batistuta…questa e' stata una cosa che mi e' dispiaciuta perche' sarebbe stato bello stare tutti insieme'. Chiusura dedicata alla nuova Roma che sta nascendo sotto la supervisione del suo braccio destro, Franco Baldini: ''Abbiamo un rapporto buonissimo perche' e' una persona molto capace, preparata, che conosce tante persone del mondo del calcio. Parla perfettamente l'inglese e lo spagnolo, non ha bisogno di interpreti per condurre trattative, e' sempre molto ben introdotto e attento a tutto quello che succede''.

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Emiliano Condò