As Roma, crac Italpetroli: Rosella Sensi smentisce il passaggio di mano

Rosella Sensi

La crisi bussa alle porte di Italpetroli. E di conseguenza a quelle della Roma, visto che la società una volta leader nello stoccaggio petrolifero, è la holding con cui la famiglia Sensi controlla il club giallorosso. “Tutto falso” , la replica di Italpetroli.

Ma la crisi c’è e dura da tempo. I depositi di Civitavecchia sono in disuso. In vendita, ma nessuno ha voglia e soldi per comprarli. E i debiti, come scrive la Gazzetta dello Sport, lievitano giorno dopo giorno: 325 conj Unicredit, 100 col Monte Paschi di Siena.

Italpetroli potrebbe essere a un passo dal fallimento, e il suo tracollo porterebbe nel baratro anche le controllate, As Roma prima di tutto.

A giugno si chiude il bilancio, ma i revisori, sembra, abbiano già manifestato a Rosella Sensi la volontà di non firmarlo. E per Italpetroli si spalencherebbero le porte del Tribunale fallimentare, con conseguenze gravissime per il club giallorosso.

In questo momento l’unica ipotesi di salvataggio è rappresentata dalla presunta proposta di Unicredit, che detiene il 49 per cento di Italpetroli: passaggio della Roma e dei depositi di Civitavecchia alla banca e debiti azzerati.

La palla è ora nella mani di Rosella Sensi. Qualche notizia in merito potrebbe giungere venerdì, giorno in cui si incontreranno i vertici di Unicredit e Italpetroli per decidere in merito al rientro del debito.

Secondo Italpetroli, però, quelle apparse sulla stampa sarebbero “le solite notizie false su un inevitabile fallimento del Gruppo Italpetroli qualora lo stesso non accettasse una presunta ciambella di salvataggio generosamente offerta da Unicredit. Tali pseudo notizie – si legge nella nota – la cui origine e la cui finalità sono del tutto chiare, non ci sorprendono, ma comunque ci indignano, poiché, ancora una volta, non si è esitato ad aggredire e denigrare un gruppo di imprese sane ed i suoi lavoratori, nonché una società sportiva, come l’A.S. Roma, che gode di ottima salute, senza alcun rispetto per la passione di milioni di tifosi”.

Italpetroli precisa anche che “é del tutto destituita di fondamento la notizia secondo la quale il collegio sindacale e la società di revisione Bdo avrebbero comunicato a Italpetroli l’intenzione di non firmare o non certificare il bilancio per l’esercizio 2009”.

“Con il consueto tempismo, questa volta il giorno precedente la prima udienza dell’arbitrato promosso da Italpetroli per l’accertamento dell’illegittimità del recesso di Unicredit dall’accordo stipulato nel 2008, la condanna della banca al risarcimento dei danni per almeno 50 milioni di euro e la declaratoria di riduzione delle pretese della banca stessa, anche per anatocismo, per circa 80 milioni, alcune testate hanno diffuso le solite false notizie, che ormai circolano da almeno un anno, su un inevitabile fallimento del Gruppo Italpetroli qualora lo stesso non accettasse una presunta ciambella di salvataggio generosamente offerta da Unicredit”.

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