ROMA – E’ Darcy Norman show, il nuovo preparatore star a Pinzolo. In attesa del vero colpo dell’estate, il centravanti bosniaco Dzeko incrociando le dita, la star giallorossa nei primi giorni di lavoro al ritiro di Pjnzolo è sicuramente Darcy Norman, il nuovo preparatore atletico americano fortemente voluto dal presidente James Pallotta.
Un vincente, curriculum e stipendio da urlo (mezzo milione l’anno), ex atleta che si è preso cura dei muscoli della nazionale tedesca e del Bayern di Van Gaal e che deve far dimenticare la disastrosa gestione atletica dell’anno scorso con la squadra cotta già a metà campionato e mai veramente in grado di cambiare passo.
Alessandro Angeloni su Il Messaggero gli ha dedicato lo spazio (“The Norman show”) che di solito si dedica alle imprese dei protagonisti in campo. Ma Norman fa spettacolo anche solo dirigendo gli allenamenti e chiamando gli applausi degli spettatori: ha cambiato tutto, metodi e strutture.
In formissima per i suoi 50 anni è aiutato in campo da Ed Lippie, “filosofo del fitness”. In questo primo approccio tutto fisico Norman è il capo, prima di passare il testimone a Rudy Garcia, responsabile della tattica.
«Di metodi ce ne sono tanti, di principi ce ne son pochi», è il suo motto. Norman fissa i suoi quattro punti: 1) atteggiamento mentale, 2) movimento, 3) nutrizione e 4) il recupero. Il poker vincente. «Ogni calciatore deve sapere dove deve migliorare, poi lavorare su quello». Quindi: si comincia con un lavoro generico (per adesso corsa e molti esercizi isometrico-posturali) per poi deviare su quello personalizzato secondo i test di valutazione.
Il famoso braccialetto di cui si parla, viene portato soprattutto durante la notte e dirà non tanto quanto i giocatori riusciranno a dormire, ma come. La qualità del sonno, oltre all’alimentazione, è fondamentale per il recupero, tutto questo in vista degli impegni ravvicinati che aspettano la Roma. Un Gps invece racconterà le distanze percorse quotidianamente dai calciatori: essere brillanti e poco predisposti agli infortuni, questo lo scopo. (Alessandro Angeloni, Il Messaggero).