ROMA, 02 MAR – Difficilmente Jose' Angel sara' nell'undici titolare che il tecnico della Roma, Luis Enrique, scegliera' per affrontare la Lazio nel derby di domenica. Di sicuro, pero', sia lui sia i suoi compagni proveranno a vendicare il ko dell'andata. "Abbiamo una grande sete di rivincita sia per la sconfitta all'ultimo minuto subita all'andata sia per l'ultimo bruciante ko contro l'Atalanta – le parole del terzino spagnolo -. Entrambe le squadre vengono da un momento particolare ed e' difficile trovare una favorita. E' una gara molto importante ma non decisiva".
"Mi aspetto una partita equilibrata anche se a mio avviso la chiave per spuntarla e' avere il controllo del possesso palla – ha spiegato al sito di Eurosport Jose' Angel, ultimamente in ombra dopo un promettente avvio di stagione -. Se saremo bravi a fare questo avremo buone chance di portare a casa il derby". Nel match dello scorso novembre, a fare la differenza fu soprattutto Klose, attaccante che ha impressionato molto l'ex Sporting Gijon: "Il tedesco e' una grandissimo giocatore, dobbiamo essere concentrati in difesa e impedirgli di fargli arrivare palloni invitanti in mezzo all'area dove e' micidiale". "Anche la Roma pero' ha tanti giocatori che possono risolvere questa sfida, mi riferisco a Totti, Pjanic e Lamela. Erik non lo conoscevo ma ha stupito tutti qua in Italia: e' rapido, forte, poderoso. Entro un paio d'anni sara' uno dei giocatori piu' importanti d'Europa". Futuro che, secondo Jose' Angel, attende anche Luis Enrique: "E' un ottimo tecnico, lo ha dimostrato al Barcellona B, e anche qui a Roma sta facendo buone cose. Ha un'idea molto chiara di calcio e la trasmette ai suoi calciatori. Questo e' molto importante perche' infonde certezze al gruppo".
Tra le differenze che il giocatore ha notato passando dalla Liga al campionato italiano, spicca soprattutto il fatto che "in Italia tutte le partite sono complicate e il livello di competizione e' molto alto. Nella Liga la lotta per il primato e' ridotta a Barcellona e Real Madrid, in Italia invece ci sono almeno quattro o cinque squadre che possono contendersi il primato". A separare la Spagna dall'Italia, pero', e' anche la lotta al doping: "Su questo tema gli italiani sono decisamente piu' sensibili. Ogni weekend in cui c'e' una partita c'e' un controllo. In Spagna non e' cosi'".
