ROMA, 10 GIU – La prima vera giornata della nuova Roma 'a stelle e strisce'. In attesa dell'insediamento del prossimo presidente, Thomas DiBenedetto (ai primi di luglio il 'Closing Day' della trattativa), la ''rivoluzione culturale e tecnica'' del progetto americano e' ufficialmente scattata a Trigoria. Ad illustrarne le linee-guida il nuovo ds Walter Sabatini, che ha sottolineato che al centro della sfida c'e' il tecnico spagnolo Luis Enrique, l'uomo chiamato dal Barcellona B per rivoluzionare il calcio giallorosso. .
E oggi e' stata soprattutto la giornata dell'allenatore asturiano, giunto nel pomeriggio a Trigoria assieme ai suoi quattro collaboratori (De La Pena in testa). Atterraggio a Fiumicino intorno alle 14,25, poi subito a Trigoria per conoscere ogni metro del centro sportivo giallorosso. Ad accoglierlo, il direttore sportivo Sabatini, fresco di presentazione alla stampa; i legali Baldissoni (del gruppo DiBenedetto) e Cappelli (Unicredit), l'ex ds Daniele Prade' (si studia per lui un incarico) ma, soprattutto, Francesco Totti. Il capitano, il ds, l'allenatore, gli avvocati della nuova proprieta' (e piu' di qualcuno sussurra anche il futuro direttore generale, Franco Baldini, anche se non ci sono conferme sulla sua presenza nella Capitale). Una sorta di riunione degli stati generali della Roma americana, ma soprattutto l'occasione per iniziare a conoscere meglio il progetto sportivo Usa firmato dalla coppia Baldini-Sabatini, pianificare le strategie di mercato, le sinergie con il settore giovanile, le date del ritiro (scattera' il 12 luglio a Riscone, ma Luis Enrique vorrebbe convocare tutti a Trigoria una settimana prima per conoscere meglio i giocatori).
Sabatini aveva convocato anche Totti, ''il progetto stesso della nuova Roma'', per presentare a lui, prima che a chiunque altro, il nuovo allenatore e coinvolgerlo, come capitano, nella programmazione. Dopo mezz'ora circa, il n. 10 ha lasciato Trigoria sul suo Suv nero. A quel punto la discussione si e' spostata sui contratti, traducendo su moduli federali il preaccordo di due anni piu' opzione per il terzo con il tecnico e i quattro membri del suo staff. Ma e' stato soprattutto un vertice di mercato tra Sabatini e Luis Enrique, che hanno fatto un primo punto sulle priorita': dal rinnovo di De Rossi alle situazioni di Borriello, Vucinic e Menez. Il tecnico ha ribadito al ds la volonta' di portare a Roma qualche pezzo pregiato del suo ex Barca B: in pole il 20enne Montoya (erede di Dani Alves), Soriano, attaccante di 25 anni (32 gol in 37 partite nell'ultima stagione) e Krkic (prestito con diritto di riscatto); mentre Sabatini gli ha espresso il desiderio di arrivare a Lamela.
Nel suo primo periodo romano, Luis Enrique alloggera' proprio al 'Fulvio Bernardini'. Solo in un secondo momento verra' raggiunto dalla famiglia, trovandosi un altra sistemazione. Il neo allenatore giallorosso parlera', invece, ufficialmente solo quando DiBenedetto sara' nominato presidente.
''I tifosi della Roma si divertiranno'', ha promesso l'avvocato Cappelli all'uscita da Trigoria. Ne sono convinti tutti i membri del nuovo staff, puntando su quella ''rivoluzione culturale'' che coinvolgera' la Roma ad ogni livello. Partendo dalle giovanili, dove Allievi e Primavera, come nel Barcellona, finiranno sotto il controllo della prima squadra, per consentire l'integrazione dei giovani con i big, e creare campioni a basso costo. Un primo passo verso quell'innovazione che consenta di sopravvivere in un'epoca di fair play finanziario, integrando con la ''cantera'' giallorossa gli investimenti sul mercato.
