Italpetroli e Unicredit alla resa dei conti. Scambi di accuse reciproche e minacce di azioni legali. In mezzo l’A.S. Roma.
Perché la crisi bussa alle porte di Italpetroli. E di conseguenza a quelle del club giallorosso, visto che la società una volta leader nello stoccaggio petrolifero, è la holding con cui la famiglia Sensi controlla la Roma.
«Tutto falso» , sostiene giovedì Italpetroli, che in un duro comunicato parla di «un gruppo di imprese sane e di una società sportiva, la Roma, che gode ottima salute». E definisce «destituita di fondamento la notizia secondo la quale il collegio sindacale e la società di revisione Bdo avrebbero comunicato a Italpetroli l’intenzione di non firmare o non certificare il bilancio per l’esercizio 2009».
Ventiquattro ore dopo la risposta di Unicredit, che «smentisce le gravi insinuazioni contenute nel comunicato stampa diffuso al mercato da Compagnia Italpetroli, che parrebbe attribuire alla stessa UniCredit la paternità di notizie, riferite dalla Compagnia Italpetroli come false, apparse sulla stampa».
E’ quanto riferisce un portavoce di Unicredit, che aggiunge: «UniCredit, riservandosi ogni azione a propria tutela, comunica di non essere a conoscenza del contenuto del progetto di bilancio approvato da Compagnia Italpetroli né, tantomeno, della posizione assunta dal collegio sindacale e,o dalla società di Revisione in relazione al bilancio medesimo. In ogni caso Unicredit intende, in conformità all’atteggiamento da sempre assunto nella gestione della vicenda, mantenere la massima riservatezza circa lo stato dei propri rapporti con il Gruppo Italpetroli».