ROVIGO – Il tricolore del rugby torna a
Padova, una delle capitali della palla ovale made in Italy, dopo
24 anni. Match dalle mille emozioni la finale del campionato
eccellenza – la prima dell'era della Celtin League – disputata
allo stadio Battaglini davanti a 7000 persone, tra due
formazioni che hanno fatto la storia del rugby italiano. Alla
fine e' stata festa per il Petrarca, 18-14, con somma delusione
del Femi Cz Rovigo che dopo un primo tempo chiuso in vantaggio
di era illuso di poter avere in mano lo scudetto.
In effetti la gara era iniziata alla grande per i rossoblu'
rodigini che gia' al 7' minuto si erano portati in vantaggio con
una meta del capitano Mahoney, trasformata da Bustos. Sembrava
tutto facile per la Femi Cz che poteva disporre a piacimento
degli avversari. Mercier, con un piazzato, riusciva solo a
mantenere le distanze ravvicinate portando il Petrarca sul 7-3
Quando al 23' Bacchetti violava nuovamente la meta patavina
(trasformazione di Bustos) sugli spalti rossoblu' gia' si
pregustava la conquista del tricolore.
Invece il Petrarca non si e' lasciato abbattere dalla forza
d'urto della Femi Cz e ha reagito. Tanto che al 31' un'azione
insistita della mischia padovana (nettamente superiore agli
avversari) ha permesso a Costa Repetto di schiacciare in meta.
La successiva trasformazione di Mercier portava il punteggio sul
14-10. Ma prima del riposo ancora Mercier accorciava le distanze
con un piazzato, tanto che la prima frazione di gioco si
concludeva sul 14-13 per la Femi Cz. Nella ripresa chi si
attendeva un Rovigo all'arrembaggio e' rimasto invece sorpreso
da un Petrarca spavaldo che, facendo leva su una mischia piu'
potente, e' riuscito ancora ad andare in meta con Costa Repetto
al 4' di gioco. Il Petrarca ha effettuato per la prima volta il
sorpasso ai danni del Rovigo ed e' stato anche quello
definitivo, il 18-14 della vittoria padovana. I rossoblu' hanno
cercato di imbastire una reazione, ma e' stato piu' l'orgoglio
che il gioco e la razionalita' a animare le azioni del quindici
di casa. In due occasioni l'arbitro Penne' si e' affidato al Tmo
per verificare se Lubian prima e Calanchini poi avevano
schiacciato l'ovale in meta per il Rovigo. Ma in entrambi i casi
il responso e' stato negativo. Dopo 12 minuti di recupero e'
stato cosi' il Petrarca a gioire per il suo 12/O scudetto, dopo
un'attesa che durava dal 1987. L'allenatore del Petrarca,
Pasquale Presutti non stava nella pelle: ''E' una gioia
incredibile – ha detto -, e' stata una bellissima partita, onore
gli sconfitti''. Polemico invece il commento di Polla Roux: ''In
campo oggi c'e' stata una sola squadra, la mia. Ma se in Italia
le regole le fanno altri non so che dire, vorra' dire che va
bene cosi'. Per due volte, dopo il Tmo, ci e' stata negata una
meta''. .