GENOVA, 29 SET – Stadio Comunale di Torino, 19 maggio 1988, Torino-Sampdoria, finale di ritorno della Coppa Italia. Dopo due autoreti blucerchiate nei primi 45', si disputa il primo tempo supplementare: Cerezo spara da fuori area verso Lorieri, palla respinta da 'Big Jim' Ferri, Salsano intercetta e realizza il gol che vale il trofeo per i genovesi, che all'andata avevano vinto per 2-0.
E' qui, in una cronaca di 23 anni fa, la storia parallela di due squadre tra le piu' belle e sfortunate del campionato italiano, che si ritrovano domani in B per un amarcord col sogno di ritorno in A. Squadre che furono regine insieme allora, giocatori che intrecciarono le loro storie in un tempo in cui il calcio era fatto di sensazioni provocate dalla poesia di un gesto atletico ed evocate dall'odore dell'erba del campo dove si 'giocava a pallone'.
Era il tempo in cui la stampa sportiva chiamava la Sampdoria 'Sampd'oro': erano i tempi di Vujadin Boskov ma anche di quel Cerezo che riusciva a rubar palla a Maradona, di un grandissimo Pagliuca, di Vialli e Mancini, di Briegel il Mastino e di Vierchowood, l'Uomo verde. Erano i tempi di Paolo Mantovani, il gentiluomo innamorato della Samp che aveva fatto della squadra una corazzata.
E di quella 'corazzata', e delle sfide col Torino di capitan Cravero e del giovane Massimo Crippa parla ancora Giuseppe Dossena, ex granata ed ex doriano, l'intelligenza tattica fatta giocatore, piedi piccoli e cervello fino: ''le partite col Torino erano toste – ha detto all'ANSA Dossena – tirate, difficili, erano 'secondi derby' perche' i granata erano gemellati con il Genoa, ma era bellissimo, erano sfide affascinanti e la tecnica era fondamentale''. Oggi ''la cifra e' diversa. Sara' comunque uno scontro tra Titani, tra squadre che non meritano di stare dove sono''.
Luca Pellegrini e' stato il capitano dello scudetto blucerchiato e ricorda che quella fu ''una partita nella partita, l'agonismo spinto al di la' del normale''. Ricorda l'emozione, Pellegrini, ''l'amore e la passione'' di Paolo Mantovani che plasmo' una squadra cercando i suoi campioni. Per questo, per amore e per passione, Pellegrini disse no alla Roma che lo voleva, per rimanere a Genova. Come ha fatto Angelo Palombo che oggi guida la sua Samp verso una sola meta. E che la Sampdoria incroci la sua storia col Torino, ancora una volta, non e' un caso.
