L’Italia ha dominato il torneo, realizzando 15 punti squadra e 26 punti individuali (per ogni incontro le squadre schierano quattro giocatori) sui 36 possibili. Va detto che, mentre gli azzurri si sono presentati in Svizzera con una delle migliori rappresentative possibili, le altre hanno messo in campo squadre di seconda o terza fila. Il risultato italiano resta comunque di assoluto prestigio e premia gli sforzi compiuti negli ultimi anni dalla Federazione (Fsi) e delle articolazioni locali del movimento scacchistico; investendo soprattutto sui giovani talenti, sull’insegnamento nelle scuole e sull’organizzazione di importanti manifestazioni internazionali, si sta cercando di portare l’Italia al livello delle nazioni europee scacchisticamente più avanzate. La spedizione azzurra in terra elvetica vedeva il diciottenne italo-americano Fabiano Caruana, la stella della squadra, grande maestro ormai sul punto di entrare fra i primi trenta della graduatoria mondiale, quindi il veterano Michele Godena, 43 anni, e i ventunenni Daniele Vocaturo, Denis Rombaldoni e Sabino Brunello. Le ragazze (Elena Sedina, Olga Zimina e Marina Brunello) non hanno avuto rivali, ma qui occorre precisare che, in campo femminile, sono pochi i paesi che possono vantare un largo numero di giocatrici di caratura internazionale.