Vi sono diversi tipi di sistemi di riconoscimento facciale ma tutti si basano su tecniche simili per riconoscere i volti, spiega Franco Tecchia, esperto di computer graphic del laboratorio di robotica percettivo dell’Istituto Tecip della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Oltre alla distanza fra gli occhi, questi sistemi tengono conto anche di altri punti chiave, come a esempio il modo in cui bocca, occhi, naso sono distribuiti fra loro su un volto.
Alcune di queste tecnologie sono più avanzate, altre meno: per esempio, prosegue Tecchia, alcune usano telecamere 3D che, realizzando un rilievo tridimensionale del volto da esaminare, hanno a disposizione dati più sofisticati e quindi effettuano comparazioni più precise. In ogni caso, rileva l’esperto, ”questi sistemi di riconoscimento del volto sono meno avanzati rispetto ad altre tecnologie di riconoscimento, come il riconoscimento delle impronte digitali o scannerizzazione dell’iride, ma sono utilizzabili in presenza di una folla”.
Per l’esperto, i sistemi di riconoscimento facciali hanno il vantaggio ”di poter essere installati dove c’è un sistema di videosorveglianza, anche se il risultato dipende ovviamente dalla risoluzione delle immagini ottenute”. I tempi di riconoscimento inoltre sono molto rapidi, dell’ordine di qualche secondo ”e – sottolinea Tecchia – sono compatibili con un uso in tempo reale”.