ANKARA, 6 LUG – Tra convalide di arresto eccellenti, interrogatori di star milionarie e una smentita, prosegue l'inchiesta sulla ''calciopoli'' turca come un giornale ha definito lo scandalo equiparandolo esplicitamente al caso italiano di cinque anni fa.
Il sito del quotidiano turco Zaman, riferendosi al club al centro dell'inchiesta, il Fenerbahce, scrive che la squadra ''rischia di vedersi sporcare il nome come avvenne al club italiano della Juventus quando gli furono tolti i titoli 2005 e 2006 della Serie A nello scandalo detto 'Calciopoli' che svelo' come arbitri che favorivano la squadra venivano designati per incontri-chiave''. Il sito riferisce dettagli sull'inchiesta, in corso su alcune partite truccate del campionato 2010-2011 di serie A e B turche: che ha appena portato all'arresto di 58 calciatori, allenatori e amministratori tra cui Aziz Yildirim, il presidente del Fenerbahce, la squadra campione di Turchia. In una prima serie di 22 interrogatori, sono stati convalidati sette arresti tra cui quello dell'ex-presidente del Giresunspor, Olgun Peker, mentre fra i rilasciati c'e' l'attaccante Mehmet Yildiz. Fra i 25 interrogatori di oggi spicca quello del presidente del Sivasspor, Mecnun Otyakmaz, e dell'attaccante nigeriano Emmanuel Emenike, neo-acquisto del Fenerbahce per – secondo indiscrezioni – 9 milioni di dollari.
Dalla Germania, dove e' in cura per una piccola operazione, un attaccante del Genlerbirligi, Serkan Calik, ha smentito di essere stato arrestato o di avere a che fare con l'inchiesta come invece sostenevano media turchi. Sul fronte della partecipazione del Fenerbahce alla Champions League, il quotidiano turco Vatan riprende dichiarazioni di un portavoce Uefa secondo cui l'Unione rispettera' qualsiasi decisione della Federcalcio turca (che si e' impegnata a pronunciarsi in merito entro il 15 luglio).
In casa Tff (la Federcalcio turca) c'e' preoccupazione in quanto, secondo indiscrezioni, potrebbe essere interrogato anche il suo ex-presidente Mahmut Ozgener, in carica fino al mese scorso.