Roma – Si è aperto da pochi minuti a Lussemburgo, davanti ai giudici della Corte di Giustizia, il processo al sistema italiano delle scommesse un mercato, come riporta Agipronews, che ha incassato nel 2010 oltre 4,5 miliardi di euro – da anni al centro di un contenzioso legale con l'operatore inglese Stanleybet – e che è costato agli attuali concessionari 430 milioni complessivi per l'acquisto delle licenze appena quattro anni fa. Al centro della discussione dell'udienza pubblica – il primo passo del giudizio comunitario, prima delle conclusioni dell'Avvocato generale e della sentenza della Corte, prevista per la primavera 2012 – le cause intentate dai gestori di agenzie Stanleybet Costa e Cifone, che prendono spunto dal rinvio ai giudici del Lussemburgo degli atti di due procedimenti penali a carico di gestori affiliati al bookmaker inglese Stanleybet da parte della Corte di Cassazione, non convinta della conformità del sistema normativo italiano ai principi di libertà di prestazione dei servizi e di stabilimento previsti dal Trattato dell'Unione Europea. Si discute quindi l'intero regime italiano delle scommesse e i bandi di gara del 2006, previsti dal decreto Bersani, che prevedono l'obbligo per l'affidatario "di accettare un sistema nazionale fondato sul rilascio di un numero limitato di concessioni e di successive licenze di pubblica sicurezza". In programma, nel corso dell'udienza, gli interventi dei governi di Italia, Portogallo, Spagna, Belgio e Malta, oltre alla Commissione Europea.