Roma – "Il decreto Bersani ha consentito ad una rete che già aveva goduto di vantaggi fiscali e commerciali di mantenere la propria rete, potenziarla con le nuove gare e proteggerla da altri operatori. La gara ha ignorato la sentenza Placanica e sembra motivata dalla necessità di proseguire l'offerta di gioco, sino alla copertura capillare del territorio, e dall'esigenza di un considerevole aumento della raccolta erariale". Come rende noto Agipronews, lo ha dichiarato, davanti alla Corte di Giustizia Ue, l'avvocato Daniela Agnello, che difende due titolari di ctd Stanleybet protagonisti dell'udienza pubblica alla Corte di Giustizia, chiamata a stabilire la conformità del bando Bersani al trattato Europeo in materia di scommesse. "La scelta di aprire il mercato – ha proseguito – è stata solo apparente: pur essendo stata rimossa la causa diretta della discriminazione – vale a dire l'esclusione delle società con azionariato anonimo – la norma non ha rimosso gli effetti. Inoltre, l'obbligo a rinunciare all'offerta di scommesse transfrontaliera non sembra ispirata da motivi di interesse generale ma dalla tutela degli investimenti operati dai concessionari italiani storici, come rivela la stessa Aams in una missiva inviata a Stanleybet".