Scudetto 2006: il Consiglio Federale si dichiara incompetente

Roma – Nelle intenzioni della Federcalcio domani il caso del contestatissimo scudetto 2006 assegnato a tavolino all’Inter dopo Calciopoli dovrebbe chiudersi. Ma, invece, difficilmente sara’ cosi’ e spuntano nuovi dubbi sulla ‘prescrizione’ e sulla legittimita’ dell’iscrizione dell’Inter alla Champions. Domani il Consiglio federale sara’ chiamato a ratificare una decisione gia’ presa, quella della ”non competenza” della Figc sul ricorso inoltrato dalla Juventus, che quello scudetto lo vinse sul campo ma poi fu penalizzata. Ma il club bianconero e’ gia’ pronto a impugnare la delibera che domani sara’ votata a Roma. Dagli ambienti della Juventus si considera la decisione di domani scontata. Il presidente Andrea Agnelli e’ negli Stati Uniti ma ha gia’ fatto sapere quale sara’ la sua prossima mossa dando mandato ai propri legali. Il percorso sembra gia’ scritto: Alta Corte di Giustizia presso il Coni, Tar e Consiglio di Stato. Tempi lunghi, dunque, ma necessari per la Juve in nome della ”credibilita’ del sistema”. Tuttavia Abete ha detto e ripetuto di aver agito ”secondo le regole” e dopo il ”consiglio giuridico” scritto dal pool legale della Figc il presidente e’ convinto di aver messo la Federazione al riparo da possibili successivi ”giudizi extrasportivi”. Da parte di alcuni consiglieri rimbalzano anche dubbi forti sulla legittimita’ dell’operato del procuratore federale Stefano Palazzi, il quale non avrebbe titolo per dichiarare la ”prescrizione” dell’illecito sportivo riscontrato nell’operato dell’Inter e dell’allora presidente Giacinto Facchetti. E questo in base all’art. 32 del Codice di giustizia sportiva, che al comma 4 prevede il deferimento alla commissione disciplinare da parte della procura quando questa ”non adotti un provvedimento di archiviazione per manifesta infondatezza della denuncia o per esito negativo degli accertamenti”. Non solo, ma per qualcuno spunterebbe anche un rischio sul versante Champions. Perche’ quello che ha scritto Palazzi nelle 80 pagine della sua relazione – in base alle risultanze delle ultime intercettazioni trasmesse dalla procura di Napoli, su segnalazione dei legali di Luciano Moggi – inchioderebbe moralmente il club di Moratti, in base all’art. 2/04 comma G dello statuto Champions in cui si dice che ”non possono essere iscritte squadre che siano o siano state coinvolte in aggiustamenti di gare nazionali o internazionali”. In preparazione del Consiglio federale di domani giovedi’ scorso Abete aveva convocato al primo piano di via Allegri i capi delle varie componenti (leghe, associazioni giocatori, allenatori e arbitri) illustrando loro i contenuti del parere legale, che non prevede ne’ la possibilita’ di revoca da parte del Consiglio federale ne’ una ‘censura’, visto che quello scudetto sarebbe stato assegnato dalla classifica per ”scorrimento” dopo la penalizzazione della Juve, e non da un atto amministrativo. Tutti sembrano essersi adeguati, ma i dubbi, in una materia cosi’ controversa, restano e non tutti sembrano completamente convinti della linea presa da Abete. La Fiorentina dei Della Valle insiste per chiedere un ”tavolo” di confronto per fugare ogni dubbio prima dell’inizio del campionato, e la proposta ha trovato una sponda favorevole da parte del Milan. La votazione di domani, dunque, potrebbe anche riservare sorprese. E anche se passa la delibera, le sorprese arriverebbero dopo. Insomma, una cosa e’ certa: comunque vada, la ‘partita’ dello scudetto nerazzurro di cinque anni fa potrebbe proseguire ai supplementari, e magari ai rigori. .

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