ROMA – ''Sostenere che Giacinto Facchetti fosse il lupo nero di Calciopoli non e' serio''. Lo sostiene Carlo Tavecchio, vicepresidente vicario della Federcalcio. ''Tutti conoscono la moralita' di Facchetti – ha detto Tavecchio, a Sky – e approfondire i fatti emersi ora andrebbe a favore della sua memoria''. Il presidente della Lega Dilettanti ha ribadito la sua convinzione che il consiglio federale non possa prendere una decisione sulla revoca dello scudetto 2006: ''Non e' l'organo competente. Non esiste nel diritto una sentenza che si prenda solo sulla base della requisitoria di un pm: se cosi' fosse, si aprirebbe un pericoloso precedente, un vero e proprio vulnus. Il rispetto per la Juve c'e' – ha aggiunto Tavecchio – se qualcuno lo mette in dubbio non e' serio. Ora tutto sembra edulcorato, ma le decisioni prese cinque anni fa arrivarono in un conteso preciso: i tre saggi non decisero sullo scudetto, ma dissero che l'allora commissario poteva assegnarlo o no. I fatti noti allora erano quelli, cosa poteva fare?…''. Tavecchio ha anche escluso che si possa riaprire un processo sportivo sulla base delle nuove intercettazioni: ''Non mi pare verosimile, c'e' la prescrizione. A meno che non si cambino le regole''.