«In Italia se cammini con la regolarità delle nostre leggi per fare lo stadio della Roma ci vorranno tantissimi anni. Guardate che cosa è successo a me e all’Aniene per quanto riguarda l’impiantistica sportiva. Noi abbiamo un mutuo di oltre 18 milioni di euro e ci hanno messo i sigilli alla struttura. Sono amareggiato».
Lo ha detto Giovanni Malagò, presidente del comitato organizzatore dei Mondiali di Roma 2009 e ‘tifoso storicò del club giallorosso, intervenendo nel corso di una trasmissione dell’emittente romana Radio Incontro.
«La Roma per me è una patologia e sono sempre accanto alla mia squadra del cuore – ha detto ancora il presidente del circolo Canottieri Aniene -. Il progetto è bellissimo, ed è normale che la Roma, come ogni società che vuole crescere, debba pensare ad un impianto di proprietà. È chiaro che non potrà bastare lo stadio, ma serve qualcosa costruito intorno». Ma un’eccessiva cubatura non rischia di rendere inattuabile il progetto? «Ecco che si apre la battaglia tra i costruttori – è stata la risposta di Malagò – Il mio nome all’interno di una cordata per l’acquisto della Roma? Non se so davvero nulla ed ho altre cose per la testa…».
