LIVORNO – Stefano Bandecchi, ex Msi e sostenitore di Gianni Alemanno nella candidatura a sindaco di Roma nel 2013, vuole comprare il Livorno Calcio, la squadra con la curva più rossa d’Italia. Proprio Bandecchi, ex parà e ad dell’università privata Nicolò Cusano, quella di Davide Vannoni, ha fatto un’offerta ad Aldo Spinelli per l’acquisto della squadra e la tifoseria si spacca.
Diego Pretini sul Fatto Quotidiano scrive:
“Il presidente del Livorno Calcio (società di serie A attualmente in zona retrocessione) Aldo Spinelli, dopo 15 anni gioie e dolori, sembra intenzionato a vendere la società e nei prossimi giorni dovrebbe incontrare l’imprenditore livornese Stefano Bandecchi, 53enne ex paracadutista fondatore dell’Università telematica Niccolò Cusano di Roma (nata nel 2006, 12mila iscritti, tra i suoi docenti anche Davide Vannoni di Stamina). A quanto si capisce sarebbe stato l’ex dg della Juventus Luciano Moggi a fare da trait d’union. La trattativa, appena iniziata, sta però già spaccando la tifoseria. Il motivo? Soprattutto le idee politiche di Bandecchi”.
Per chi durante le partite del Livorno dalla curva sventola le bandiere con l’immagine di Che Guevara o con Falce e martello, la notizia dell’acquisto della squadra da parte di Bandecchi è un colpo al cuore. Bandecchi infatti non ha mai nascosto di aver votato Msi e nel 2005 si candidò con Forza Italia al consiglio regionale del Lazio, mentre nel 2013 fondò il Movimento Unione Italiano per sostenere la candidatura a sindaco di Gianni Alemanno. Un passato politico che hai tifosi non è passato inosservato:
“Sul forum dei tifosi Alè Livorno c’è chi punta il dito contro il “fascistaccio” e chi si limita a dire che “il fatto che sia di destra non è certo positivo”. Una parte della tifoseria non sembrerebbe invece affatto interessata alle idee politiche: “prima di tutto il Livorno”, “destra e sinistra, ancora con questi discorsi?”, “ma perchè, Spinelli è di sinistra?”.
La risposta di Bandecchi, scrive il Fatto Quotidiano, è secca:
“Politica e calcio dovrebbero essere separati. A essere interessato all’acquisizione del Livorno non sono io in maniera diretta bensì l’Unicusano di cui sono amministratore delegato”.
L’imprenditore poi precisa di non voler essere etichettato come “persona di destra”, scrive Pretini:
“Non sarò certo io a offendermi se sentirò cantare Bandiera rossa allo stadio: la ritengo una canzone emozionante perché parla di lavoro. Se fossi nato nell’Ottocento sarei stato definito semplicemente un liberale”.
Bandecchi, che ha sottolineato il suo impegno nel sociale con i pasti serviti al Sant’Egidio di Roma e di aver venduto un appartamento per non licenziare i suoi dipendenti, al Fatto quotidiano precisa:
“Se ci fossero ancora comunisti veri in Italia le cose andrebbero meglio. Molti si professano di sinistra ma posseggono grandi barche a vela… cosa che io non ho. Molti soggetti che si definiscono di sinistra sono ai vertici delle banche e hanno le proprie aziende quotate in Borsa. E con Telecom e Alitalia hanno fatto quel che hanno fatto…”.
D’altronde calcio e politica sono cose separate, ribadisce Bandecchi, spiegando che l’obiettivo dell’acquisto del Livorno è favorire la ricerca:
“Il calcio ha un potere di comunicazione enorme. Oltre a allestire una squadra competitiva vogliamo far diventare Livorno un importante punto di riferimento per la ricerca scientifica”.