SHANGAI, 10 OTT – ''E adesso contro di me Rafa giochera' alla morte''. Parola di Guillermo Garcia-Lopez, il rivale che Nadal, sconfitto ieri a Tokyo da Murray con un 6-0 nel terzo e decisivo set, si trovera' di fronte nella seconda giornata (era esentato dalla prima) del Masters 1.000 a Shangai.
In Giappone l'ex numero uno del mondo ha perso la settima su dieci finale giocate quest'anno, rimanendo a secco di conquiste. L'ultimo trofeo sollevato dallo spagnolo e' stato quello del Roland Garros il 5 giugno scorso, quando aveva eguagliato il record di vittorie (sei) di Bjorn Borg. Da allora c'e' stato il black out, ed una serie di sconfitte contro i rivali con i quali una volta dominava, come Murray, di fronte al quale Rafa aveva vinto quest'anno nelle semifinali di Montecarlo ed in tre tornei del Grande Slam (Parigi, Wimbledon ed Us Open). Stavolta, invece, non c'e' stato niente da fare, quindi ha reso omaggio all'avversario: ''Murray ha giocato in modo incredibile – ha spiegato Nadal dopo la finale di Tokyo -, al punto che nel terzo set non ha sbagliato un colpo, e' stato impressionante''.
Tutto cio' dovrebbe scatenare la furia agonistica di Nadal fin dal prossimo confronto, che sara' proprio quello contro Garcia-Lopez. ''Su altri giocatori una sconfitta come quella che ha subito in finale a Tokyo – dice Garcia-Lopez di Nadal – potrebbe avere effetti devastanti, invece per Rafa potrebbe essere il contrario. Lui non si fermera', e con il carattere che ha fara' di tutto per correggere gli errori commessi e giochera' alla morte. Contro un rivale del genere non potro' far altro che dare il meglio di me stesso''.
La cosa curiosa e' che, nonostante il digiuno di trofei, Nadal ha ridotto il distacco di punti nel raking Atp dal numero 1 Novak Djokovic. Lo spagnolo, che e' numero due del mondo, lunedi' scorso era a 4.100 lunghezze dal serbo tifoso del Milan mentre adesso, seppur sconfitto a Tokyo, si e' portato a quota 10.375 punti contro 14.220 di Djokovic e quindi a -3.845. Come dire che non e' il caso di perdere la testa, o lanciare allarmi prematuri, anche se non vince un torneo da quello dell'Open di Parigi.