Tour De France, Basso: "Le cadute? Non è colpa dei tifosi"

Roma- ''Le cadute? Non le ho viste da vicino, ero avanti. Ma non credo ci siano colpe per i tifosi o l'organizzazione. Semplicemente, questo e' il Tour''. Cosi' Ivan Basso, il campione varesino che ogni giorno racconta il suo Tour de France su Radio 24. ''Sono tanti anni che vengo al Tour – ha spiegato Basso – e le cadute nella prima settimana ci sono sempre: non e' colpa delle strade strette, del vento, dell'organizzazione o dei tifosi''. Quali allora le ragioni delle tante cadute di oggi? ''Il motivo – spiega il varesino – e' che nella prima settimana del Tour c'e' sempre grande agonismo, tensione, stress. Tutti vogliono stare davanti, temono attacchi improvvisi o vogliono tentarli. Basta il minimo errore di un corridore e non ci sono margini di recupero, e si cade in dieci, venti. Grande merito ai miei compagni di squadra, oggi, di aver fatto un gran lavoro per tenermi in testa al gruppo ''. ''Certo e' stato positivo non essere caduto e non aver sofferto troppo per il vento – conclude Basso -, ma ogni giorno il Tour puo' presentarti un'insidia inattesa. La concentrazione deve essere massima. Guai a distrarsi''. .

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