Il Football si presta al fronte anti-abortista, con tanto di (costoso) spot pubblicitario. Durerà appena 30 secondi e andrà in onda durante il Super Bowl, la finale del campionato di football americano del 7 febbraio. Per la sua realizzazione ci sono voluti 3,2 milioni di dollari, cioè 2,3 milioni di euro.
Focus on the family, gruppo di cristiani conservatori di Colorado Springs fondato dal reverendo James Dobson, durante la trasmissione in diretta della partita tra la squadra dei Colts e quella dei Saints sulla rete Cbs, manderĂ in onda una pubblicitĂ contro l’aborto.
«C’era il rischio che mio figlio nascesse handicappato ma ho rispettato il suo diritto a vivere», racconta nella pubblicitĂ Pam Tebow, mamma del campione Tim. «Ed eccolo qui, è il piĂą promettente quarterback della National Football League», continua la donna.
Subito si è scatenata la polemica contro la decisione del network C di trasmettere lo spot: «Pretendiamo dalla Cbs di non trasmettere degli spot controversi come questo», ha tuonato Jehmnu Greene, presidente del Women media center, facendosi portavoce di altre organizzazioni per i diritti delle donne.
«Non si può – ha aggiunto la Greene – strumentalizzare la storia di una famiglia per impartire un insegnamento morale al pubblico americano, nĂ© per convincere le giovani donne a non seguire i consigli dei medici, mettendo così a repentaglio la loro vita».
Per ora Cbs non ha la minima intenzione di mollare: ci saranno tanti spettatori quel giorno per le quattro ore di finale e quella pubblicitĂ paga bene.
