VENEZIA- Mentre all’Olimpico giĆ si sventola la bandiera a stelle e strisce, in laguna, a Venezia per la precisione, ci si domanda: ma chi sono veramente questi russi che ci comprano la societĆ ? Una prima risposta ĆØ arrivata nellaĀ giornata di ieri, in cui ĆØ stato annunciato il nuovo consiglio d’amministrazione: ne fanno parte anche Yury Korablin e Aleks Samokhin.
Nessuna particolare indiscrezione sugli altri componenti della cordata che ha deciso di investire nel calcio italiano.
Di Korablin e Samokhin, invece, ci sono diverse informazioni note.
Il primo, che ĆØ anche il nuovo presidente, ha 51 anni e gravita nell’orbita della Jugra Bank, una potente banca russa localizzata a Tyumen, uno dei principali centri finanziari del paese.
L’altro, Samokhin, ĆØ un imprenditore molto giovane di origine bielorussa che vive da anni in Italia e cura le relazioni tra imprenditori e gruppi d’impresa di nazionalitĆ russa.
Fino a ieri non centravano nulla o quasi con il mondo del calcio. Poi, in teoria, ĆØ stato sancito il passaggio di consegne dalla vecchia alla nuova proprietĆ del Venezia calcio.
In tempi record. Fino a qualche settimana fa, infatti, sembrava difficile immaginare uno soluzione della trattativa di cessione simile.
Da quel momento un incontro, un paio di riunioni e una stretta di mano.
In questo modo – si dice – il Venezia potrĆ riprendere a sognare la Serie A e costruire uno stadio nuovo, moderno per tutta la cittĆ .
Lo ha rivelato Enrico Rigoni, l’ultimo dei lagunari: “Ho cercato il lato umano della trattativa e l’ho trovato in queste persone – ha spiegato soddisfatto – Hanno ottime basi economiche e porteranno la squadra in A in cinque anni. Si occuperanno anche del nuovo stadio“.
Parole incoraggianti e investitura ufficiale.
Senza fornire ulteriori referenze. Saranno i russi a presentarsi alla stampa e ai tifosi non appena il preliminare d’acquisto diverrĆ definitivo.
E’ indubbio che la vicenda presenti qualche elemento poco chiaro; i tifosi hanno chiesto immediati chiarimenti.
Il Venezia, dal dopo-Recoba, ha vissuto anni tormentati e la sua gente spera di non cadere in nuove illusioni o tranelli. Richiesta legittima.
Ma se davvero i russi mandassero in porto la questione, sarebbe un caso più unico che raro nel calcio italiano. Altri russi, in un passato più o meno recente, hanno chiesto informazioni su Roma (Lukoil) e Bologna, salvo poi scappare e non lasciare traccia.
Il Venezia calcio potrebbe essere una buona base di partenza per investimenti strutturali di altro tipo (turismo, edilizia).
Una soluzione collaterale per entrare pienamente e stabilmente nel mercato italiano.
Potrebbe essere tutto questo o anche altro.
Fin quando la nuova societĆ non svelerĆ il suo piano sarĆ difficile cogliere le sue intenzioni.
Fin quando non raggiungerĆ uno dei risultati che si ĆØ prefissata, sarĆ impossibile infondere fiducia.
Non basta la parola ‘magnate’. Venezia per il calcio ha giĆ sofferto abbastanza.
