RAPALLO – Il belga Wouter Weylandt è morto durante la terza tappa del Giro d’Italia ma la carovana non si ferma. Infatti gli organizzazione della corsa a tappe hanno deciso di far disputare regolarmente la quarta tappa.
Il direttore della “corsa rosa”, Angelo Zomegnan, secondo quanto riporta un articolo del Secolo XIX, dopo aver ringraziato lo staff medico che ha cercato di rianimare il belga, ha annunciato che la gara non si fermerà, ma che quella del 10 maggio sarà una giornata di lutto, senza musiche e feste: “Lasceremo ai corridori la libera scelta di interpretare a loro volontà la tappa. Qualsiasi scelta faranno, noi la rispetteremo”.
C’è stata la tentazione di interrompere il Giro, ma, ha spiegato il direttore generale di Rcs Sport, Michele Acquarone, “abbiamo pensato che non valeva più la pena continuare. Abbiamo parlato con i corridori e abbiamo capito che loro sono i primi a volere continuare, per rendere omaggio a Wouter”.
Possibile che i corridori, prosegue il quotidiano ligure, decidano di fare la tappa (che parte da Genova e arriva a Livorno) a ritmo lento, a mo’ di lutto. In mattinata si svolge anche una cerimonia come quella per Pietro Ferrero ad Alba.
Anche il campionissimo Francesco Moser ha affermato che “è giusto che il Giro vada avanti. Purtroppo è la vita, e va accettata così. Ogni giorno succedono tantissimi incidenti, e il mondo va avanti. Lui è caduto per conto suo e dai racconti risulta che nessuno l’abbia danneggiato”, ha detto ai microfoni di Radio Sportiva.
“La strada non sembrava pericolosa, quindi è stata una fatalità – ha proseguito Moser – Sono episodi che possono capitare. Piuttosto che polemizzare sulle tappe bisognerebbe rivedere il numero di partecipanti: se ci fosse meno competizione, un corridore rischierebbe meno”.