LONDRA – Francesca Schiavone si ripresenta a Wimbledon con un'idea fissa: dimenticare e far dimenticare l'esperienza dell'anno scorso quando, fresca vincitrice del Roland Garros, usci' ingloriosamente al primo turno dai Championship. Cosa puo' aiutarla? Qualche buon consiglio da Roger Federer, risponde
''L'anno scorso – dice l'italiana – arrivai a Londra svuotata di energia, la vittoria a Parigi mi aveva dato una carica enorme che pero' ho dissipato tra impegni e iperattivita'. Questa volta mi sono preparata meglio, giocando e allenandomi con intensita' a Eastbourne''. Dal torneo inglese e' uscita dopo due match, ma ha potuto riprendere confidenza con l'erba, superficie con la quale la miglior italiana non ha un grandissimo feeling.
La giocatrice, scherzando ma non troppo, afferma di voler chiedere qualche consiglio a chi ne sa piu' di lei, Roger Federer. ''Spero davvero di potergli parlare. Se ne avro' occasione gli faro' senz'altro qualche domanda. Intendo fare del mio meglio per essere al top e carpire qualche segreto a un campione che qui ha vinto sei titoli non sara' che d'aiuto''. Nel 2009 Schiavone raggiunse i quarti di finale e la sua posizione nel tabellone di quest' anno, come testa di serie n.6, puo' aiutare a riportarla almeno a quel livello. La sfida del primo turno sara' con Jelena Dokic, l'australiana che ieri ha dovuto arrendersi a Roberta Vinci nella finale del torneo olandese di Rosmalen, sempre sull'erba. L'esperta giocatrice di origine jugoslava da anni non brilla a Wimbledon, dove nel 2000 arrivo' addirittura in seminìfinale. I precedenti tra le due sono tre, tutti favorevoli all'australiana, ma ora Schiavone ha l'occasione per cominciare a invertire la tendenza.
