ROMA- Volto emaciato, animo follemente assetato di vendetta, ma anche comicamente alleato con la stravagante pasticcera mrs Lovett. Cosi' ''Sweeney Todd – il diabolico barbiere di Fleet Street'' ha debuttato questa sera tutto in italiano al Teatro Sala Uno di Roma, dove rimarra' in scena sino al 18 dicembre, nella versione musical che Andrea Ascari, per la regia di Marco Simeoli, ha tratto dall'originale di Stephen Sondheim, su libretto di Hugh Weeler.
Due ore e mezzo filate con 30 artisti in scena a intonare, rigorosamente dal vivo e accompagnati da una piccola band di quattro elementi, la sanguinaria vicenda di uno dei piu' noti, quanto bizzarri e brutali serial killer della Londra di fine 700. Se Sweeney Todd, che al cinema ha gia' avuto il volto di Johnny Depp, nel film di Tim Burton, e che ora sul palco ha la voce e il temperamento di Andrea Croci (il Caifa del Jesus Christ Superstar della compagnia della Rancia e il Gaston de La Bella e la Bestia), sia esistito davvero o sia invece solo frutto di una leggenda popolare sono molti a discuterne.
Ma tradizione, romanzi e musical, lo raccontano come un barbiere eccellente, padre affettuoso e marito devoto, il cui vero nome pare fosse Benjamin Barker. Accusato ingiustamente dal losco giudice Turpin, Barker viene condannato ai lavori forzati e deportato in Australia. Diversi anni dopo, mutato il nome in Sweeney Todd, torna a chiedere soddisfazione a colui che gli ha usurpato la vita, portando la moglie alla follia e ora insidiando sua figlia. Affittata una bottega in Fleet Street, affilati i rasoi, Todd assapora il gusto della vendetta che con la pasticcera mrs. Lovett, e' un piatto da servire caldo, cotto e sfornato come un tortino.
La versione originale del musical ando' in scena a New York nel 1979 vincendo otto Tony Awards. Ora, con la regia di Simeoli, la direzione musicale di Dino Scuderi, e i movimenti coreografici di Fabrizio Angelini, diventa un drammatico canto di disperazione, con belle ballate corali e il lirico canto d'amore impossibile tra il marinaio Tobias (Gianluca Spatti), e la giovane Johanna (Francesca Risoli). Ma in questa spirale di morte, al ritmo di brani come ''un po' di prete'', inteso come ingrediente per le torte, o ''l'amore e' di chi vive'', a strappare piu' applausi sono soprattutto i momenti brillanti, come il duetto con il barbiere rivale qui versione napoletano e le molte scene colorate dall'estro della mrs. Lovett, Federica Ugolini.
