ROMA, 15 GIU – Secondo giorno di occupazione per il Teatro Valle a Roma. Porte chiuse e servizio d'ordine. Dall'esterno sembra tutto calmo mentre dentro c'e' qualcosa che si muove, e pure tanto: i lavoratori dello spettacolo 'barricati' all'interno della storica struttura sono ''stanchi del modo di gestire la cultura'' in Italia e non sono disposti piu' a ''sopportare l'ingerenza da parte della politica''.
Prima che domani scadano i tre giorni di occupazione proclamati ieri, oggi dal Campidoglio arriva la notizia che la gestione del Teatro Valle passera' dal 1 luglio dal ministero dei Beni Culturali a Roma Capitale. Con la stessa delibera approvata oggi dalla giunta capitolina si affida la gestione, per la stagione 2011/2012, al Teatro di Roma nelle more dell'espletamento del bando previsto dalla legge.
Un passaggio quello dal Mibac al Campidoglio che lascia un po' scettici gli 'occupanti': ''Vogliamo massima trasparenza. Un anno di programmazione non e' nulla per avere una progettualita'. E' una garanzia troppo vaga''. Per l'assessore alla Cultura di Roma Capitale Dino Gasperini grazie al protocollo d'intesa il Valle potra' continuare la sua ''attivita' prestigiosa senza neanche un giorno di chiusura'' ed annuncia: ''Abbiamo agito nel modo piu' rapido e migliore. Il teatro rimane pubblico e il bando verra' redatto con ampia partecipazione. Chiedo ai protagonisti dello spettacolo e della cultura, che si stanno interessando al Valle, di partecipare alla specifica commissione che istituiro' immediatamente''.
All'ingresso del teatro intanto campeggiano gli striscioni ''Come l'acqua, come l'aria riprendiamoci il Valle!'': un monito, una minaccia dal sapore di referendum. I lavoratori hanno passato la notte dormendo nei numerosi palchetti, chi sdraiato per terra, chi seduto sulle poltrone rosse ed oggi artisti, attori, tecnici, registi e costumisti sono di nuovo in piedi e piu' attivi che mai nel foyer adibito a 'sala operativa': organizzano l'assemblea del pomeriggio per discutere non solo della situazione del sistema teatro a Roma e in Italia, ma anche della formazione delle figure professionali che ruotano in questo ambito. Chi al computer, chi al telefono, chi porta teglie in alluminio piene di pasta per mangiare, chi legge i giornali e chi prepara la scaletta per la serata: sul 'palco della protesta' saliranno lo scrittore Andrea Camilleri, l'attore Elio Germano, il 'Freddo' Vinicio Marchioni, protagonista della serie televisiva 'Romanzo Criminale' e il cantante Andrea Rivera. Questi sono solo alcuni dei 'nomi dello spettacolo' che hanno deciso di dare la loro adesione e il loro contributo alla causa; l'appello per salvare il Valle e' stato sottoscritto da centinaia di attori, registi, autori, scenografi e coreografi.
''C'e' stata tanta adesione da parte dei nostri colleghi – ha detto una delle occupanti – e di questo ne siamo contenti. Ieri spettacoli e contributi sul palco fino a mezzanotte e poi tutti a dormire. Il Valle e' un caso esemplare della gestione lobbistica della cultura in Italia su cui grava un'ingerenza assoluta della politica''.