Rai, Purgatori. "Per la pubblicità valiamo 100 volte Fazio"

ROMA – Oggi ''mentre alla Rai presenteranno i palinsesti e saranno tutti contenti di aver risolto i problemi di Fazio, Floris e la Dandini, si ritroveranno un enorme problema da affrontare, la battaglia da parte di autori, sceneggiatori, registi e documentaristi tv, che valgono con le loro opere 100 volte piu' di Fazio in termini di fatturato pubblicitario''. Lo dice Andrea Purgatori, coordinatore dei 100Autori, parlando di Turning Point (Punto di svolta), la grande mobilitazione degli autori televisivi, in programma oggi alla Casa del Cinema, che da' il via a una serie di azioni concrete per far rispettare il proprio lavoro.

Firmando una lettera che denuncia questa ''miopia di gestione'', oltre 230 autori, tutti i maggiori di fiction e documentari tv, da Ivan Cotroneo a De Cataldo, da Rulli e Petraglia a Gloria Malatesta, ma anche registi di cinema, da Bellocchio a Scola, da Virzi' ad Andrea Barzini, si impegnano da oggi a non firmare piu' con le emittenti , contratti con la clausola 'ad approvazione'. ''Un modo – spiega Purgatori – per far riscrivere le fiction potenzialmente gratis finche' si vuole e soprattutto per far scrivere quello che si vuole''. Inoltre gli autori sosterranno i colleghi sottoposti a eventuali ritorsioni e manderanno una lettera all'Agcom sull'atteggiamento e posizione fuorilegge di Rai, Mediaset e Sky rispetto le quote di produzione.

''Siamo anche pronti a non concedere piu' i diritti'' aggiunge il coordinatore dei 100Autori, l'associazione che ha organizzato l'iniziativa con Anac (Associazione Nazionale Autori Cinematografici), Sact (Scrittori Associati di Cinema e Televisione italiani), e con il sostegno di Art (Associazione Registi della fiction Televisiva) e DOC It (Associazione Documentaristi Italiani). Una battaglia decisa ''perche' Rai, Mediaset e Sky non ci ascoltano.

L'ultimo incontro con la direzione Rai l'abbiamo avuto nel 2009. Lorenza Lei non ci ha neanche risposto alla lettera che le abbiamo mandato, chiedendo un tavolo di confronto – continua Purgatori-. Le tv devono capire che la fiction italiana dev'essere prodotta in Italia, mentre negli ultimi anni e' stata prodotta per il 70% all'estero. Rai, Mediaset e Sky sono fuori dalle quote di produzione stabilite dall'Unione Europea. Sky per 130 milioni di euro, la Rai per alcune decine. Inoltre si utilizzano opere di fiction su canali digitali senza pagare un centesimo agli autori''.

Come per le battaglie nel difesa del nostro cinema ''le televisioni si troveranno di fronte un muro compatto. Loro parleranno di crisi che c'e', ma c'e' in tutti i Paesi. In Gran Bretagna si e' arrivati a perdite del 10%, in media sono del 7% in Italia siamo al 35%. Si continua a comprare e girare all'estero con tempi e investimenti non paragonabili al resto d'Europa. Ci vuole inversione di tendenza''.

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Maria Elena Perrero