ROMA, 16 GIU – Guai a chiamarlo 'Telesogno': la sostanza e' quella ma il termine, considerando che risale al '94, porta ai protagonisti leggermente sfiga. Michele Santoro, detto addio alla Rai, starebbe pensando di unire le forze con altre persone del mondo dell'informazione e della televisione per una cordata che salvi Current, il canale indipendente fondato da Al Gore dal 31 luglio non piu' distribuito dalla piattaforma satellitare Sky. E sarebbe questo il suo futuro prossimo, magari anche da dg, come annunciato martedi', ma per Current, mentre con La7 sarebbe una vicenda chiusa come farebbero pensare le parole espresse oggi da Santoro a Un giorno da pecora ''Saremmo al 100% se le loro intenzioni fossero buone, concrete e rispettose delle nostre prerogative. Bisogna soltanto aspettare''.
In quella che qualcuno gia' definisce la 'cordata' per Current ci sarebbero oltre lui, l'editore e produttore Sandro Parenzo, presidente di Mediapason, societa' editrice delle reti Telelombardia, Antenna 3, Videogruppo e Canale 6, nel cinema e nella tv con la societa' Videa ma anche Il fatto quotidiano e tutti coloro che vorranno esserci, magari tra coloro che hanno firmato l'appello per salvare il canale, a cominciare da Roberto Saviano.
La serata di domani di Bologna, 'Tutti in piedi!', che Current trasmettera' in diretta alle 21 (e il Fatto Quotidiano in streaming), piu' che un test del progetto e' una conferma, visto che c'e' gia' un precedente in Rai per una notte, la serata dal Paladozza di Bologna del 2010, sempre su Current.
Domani sera Michele Santoro e il suo gruppo esprimeranno solidarieta' al canale italiano fondato da Al Gore al grido di ''Salviamo Current''. Ma e' piu' che solidarieta', perche', sembra, Santoro ha voglia di impegnarsi davvero in una tv che potrebbe calzargli a pennello.
Dice all'ANSA Parenzo: ''Il progetto non e' di ieri, ci proviamo ahinoi da quasi 20 anni nel tentativo di fare una tv senza condizionamenti, cosa che tranne che in Italia e in Thailandia, dovrebbe essere tale e non un'ambizione. Solo che dal Telesogno ad oggi sono cambiate tante cose: la tecnologia con l'avvento del digitale terrestre, la possibilita' di un sistema di trasmissione integrato, con web e tv locali per cui un evento o una tv possono andare sul digitale, sul satellite e in streaming. Rai e Mediaset sono rimaste le stesse, La7 sta crescendo ma il futuro non e' quel tipo di tv generalista. Sono cambiati gli italiani soprattutto e i risultati del referendum, cosi' come la manifestazione delle donne del 13 febbraio 'Se non ora quando' hanno fatto emergere un'Italia che non era stata conteggiata ne' dall'Auditel ne' altrove. C'e' una gigantesca partecipazione mai misurata prima, un segnale concreto della societa' civile che vogliamo raccogliere e pensiamo per questo che si possa fare anche una forma di azionariato degli utenti''.
La 'cordata' per Current sarebbe in trattativa con gli editori del canale, l'ultima parola spettera' ad Al Gore e soci che potrebbero, si apprende, non ritenere utile un nuovo investimento in Italia e chiudere tutto oppure decidere di investire di nuovo. Del resto in un'intervista a Italia Oggi di qualche giorno fa, il direttore di Current Tommaso Tessarolo faceva esplicito riferimento a contatti con Santoro. Cosa esattamente potra' fare Santoro nell'ambito, da direttore vero e proprio piuttosto che da producer dei documentari, e' ancora tutto da stabilire, resta intanto l'impegno per l''altra informazione' capace, come ha fatto dall'8 maggio 2008 Current, di cavalcare il vento di cambiamento che oggi muove l'Italia.