Tv, Rai e Magnolia estranei alla pubblicità occulta apparsa a “L’isola dei Famosi”

È provata l’estraneità di Rai e Magnolia per la vicenda della pubblicità, mandata in onda nel corso dell'”L’Isola dei Famosi 6″, ritenuta dall’Antitrust occulta e per la quale le due società furono multate per 40 mila euro (Rai) e 60 mila euro (Magnolia).

Lo hanno sostenuto i rispettivi legali davanti ai giudici della I sezione del Tar del Lazio nel corso dell’udienza di merito dei ricorsi proposti per chiedere l’annullamento delle sanzioni. I giudici si sono riservati di decidere con sentenza; non è esclusa la pubblicazione nei prossimi giorni del dispositivo.

Magnolia e Rai furono multate lo scorso luglio in quanto, secondo l’Antitrust, pubblicizzarono in maniera occulta i gioielli della collezione “MyMara”‘, disegnata da Mara Venier, in varie puntate dell'”L’Isola dei famosi 6“; ad avviso dell’autorità, erano stati inquadrati ripetutamente per “una logica essenzialmente pubblicitaria” i preziosi indossati dalla testimonial e da alcuni ospiti.

Davanti ai giudici amministrativi, i legali della Rai hanno sostenuto l’estraneità dell’azienda a qualunque accordo pubblicitario, sottolineando inoltre come «non c’è una norma che obbliga Rai a fare un controllo su cosa indossano gli ospiti nelle trasmissioni. Se c’è stata una pratica commerciale scorretta – hanno detto gli avvocati Luciani e Pistolesi – è stata compiuta alle spalle della Rai, che non ha avuto alcun vantaggio, anzi è il soggetto danneggiato dalla vicenda».

Dal canto suo, Magnolia, sottolineando l’estraneità alle contestazioni, ha sostenuto con l’avvocato Molè che «quanto accaduto dimostrerebbe addirittura la non esistenza di alcun messaggio pubblicitario».

Rinuncia alla sospensiva e rinvio alla discussione di merito (ad aprile) per il ricorso, anch’esso iscritto al ruolo della I sezione del Tar, con il quale la Rai, con gli avvocati Pistolesi e Tavella, contesta la multa di 150 mila euro inflitta dall’Antitrust per una ulteriore «pratica commerciale scorretta». Il 5 aprile scorso, nel corso della trasmissione “È domenica papa”, secondo l’autorità il presentatore «invitò ed esortò i bambini a far attivare ai genitori un servizio telefonico a pagamento, in abbonamento» a un numero di cui è risultata intestataria la stessa Rai «per ricevere notizie su manifestazioni e altri eventi dedicati ai bambini in svolgimento in varie città».

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Lorenzo Briotti