Natale sereno: Conte e il mini lockdown a novembre con l'obiettivo dicembre (Foto da video)
Mini lockdown a novembre per un Natale sereno a dicembre: è questo l’obiettivo dichiarato di Giuseppe Conte. “Con questo quadro di misure confidiamo di poter affrontare più distesamente il mese di dicembre. Vorremo arrivare al Natale con predisposizione d’animo serena”.
Lo dice il presidente del Consiglio, durante la conferenza stampa del 25 ottobre per presentare il nuovo Dpcm. Se le misure bastano? “Spero di si ma certo non è che a Natale, anche se arriveranno le prime dosi dei vaccini, potremo tutti abbracciarci e fare feste e festicciole. Ma l’importante è arrivarci sereni”, aggiunge.
Il virus “corre veloce” e non c’è più tempo. Per salvare il Natale ed evitare un lockdown totale che l’Italia non può più permettersi bisogna intervenire ora con misure “più restrittive”. Salvaguardando salute ed economia e garantendo indennizzi immediati per tutte le categorie penalizzate dalla nuova stretta, che arriveranno direttamente sul conto corrente forse già a metà novembre.
All’ora di pranzo di domenica 25 ottobre il premier scende nel cortile di Palazzo Chigi per presentare il nuovo Dpcm – il terzo in tre settimane che, di fatto, sancisce il mini lockdown dell’Italia – e chiedere al paese di ritrovare lo spirito di marzo. “Siamo un grande Paese, ce l’abbiamo fatta allora e ce la faremo pure adesso” che dobbiamo fare nuovi sacrifici.
Misure necessarie, dice il presidente del Consiglio, contro le quali però si scagliano le Regioni e le categorie produttive, a partire da Confindustria. “Faccio fatica a capire qual è la direzione, ci siamo fatti cogliere impreparati”, attacca il presidente Carlo Bonomi. Ricordando che ci sono ancora 12mila lavoratori che devono incassare la Cig di maggio.
“Abbiamo chiesto delle modifiche – aggiunge Luca Zaia interpretando il sentimento di diversi governatori del centrodestra – ma il governo non ci ha ascoltato, scegliendo di andare da solo”.
Il premier non nasconde le difficoltà. Ammette che il momento “è complesso” è che nel Paese “c’è molta stanchezza e frustrazione”. Di più: “se fossi dall’altra parte anche io proverei rabbia contro le misure del governo”.
Ma i numeri sono impietosi e anche l’ultimo bollettino lo conferma: per la prima volta dall’inizio dell’emergenza i nuovi casi schizzano ad oltre 21mila in un giorno. Sul suo tavolo ci sono le proiezioni degli esperti per le prossime settimane, numeri con tutti gli indicatori cerchiati di rosso. Dunque bisogna intervenire rapidamente.
“Se stringiamo ora – sottolinea – a dicembre respiriamo e vorremmo arrivare alle festività natalizie con predisposizione d’animo serena”. Insomma, salvare il Natale – anche e soprattutto dal punto di vista economico – diventa la priorità.
Il pacchetto di misure valide fino al 24 novembre va in una duplice direzione: ferma tutto ciò che è tempo libero e divertimento e salva lavoro e scuola, anche se su quest’ultima la ministra Azzolina deve cedere, con la didattica a distanza che per le superiori potrà arrivare al 100%. Il premier elenca gli interventi e si sofferma sulla decisione di chiudere cinema e i teatri, “una scelta particolarmente difficile”.
Alle Regioni che chiedevano la chiusura dei locali alle 23 risponde che “la pandemia sta correndo in maniera uniforme e critica” e dunque non c’è spazio per concessioni. (Fonti: Ansa e Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev)